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gas naturale

Il futuro “parla” idrogeno? Ebbene sì, la tecnologia è finalmente matura per fare il salto di qualità in particolare nel campo del settore dei trasporti. Alstom ha messo in produzione il primo treno all’idrogeno, Airbus progetta di realizzare aerei all’idrogeno di medio raggio a partire dal 2035. Forse è questo il momento di investire nell’idrogeno!

Ma, ovviamente, sapere che questo gas sarà uno dei protagonisti della transizione energetica non basta, bisogna conoscerlo e sapere quali sono i nuovi campi di applicazione dove lo troviamo e lo troveremo. A seguire indicheremo le azioni delle aziende che investono in idrogeno e quali strumenti finanziari sono già pronti per conquistare le promesse della nuova commodity.

Cos’è l’idrogeno e come si produce

L’idrogeno, simbolo chimico H, è l’elemento chimico più semplice che troviamo in natura e il più abbondante nell’universo, si presenta sotto forma di gas biatomico (H2) ed è altamente infiammabile.

Grazie all’idrogeno e all’ossigeno, combinati, abbiamo l’acqua (H2O).

Se nell’universo è il “carburante” principale delle stelle, sulla Terra è scarsamente presente in forma libera e dobbiamo perciò produrlo prima di poterlo usare. Va detto che nell’industria si apprezza per la sua stabilità, il che lo rende sicuro.

Usi dell’idrogeno

Classicamente l’idrogeno viene utilizzato nell’industria chimica per sintetizzare l’ammoniaca, il metanolo e per la produzione di idrocarburi con il processo noto come Fischer-Tropsch.

Viene utilizzato anche per produrre alcoli superiori e alcoli da esteri di vario tipo, ed è utilizzato in campo alimentare per l’idrogenazione di oli e grassi vegetali e animali da cui si producono le margarine.

Ma attraverso l’idrogenazione di oli e grassi vegetali si ottengono anche saponi, lubrificanti, vernici e appretti per l’industria tessile.

Nel settore petrolifero l’idrogeno si usa per l’idrocracking e per i trattamenti di idroraffinazione.

Anche l’industria metallurgica lo usa per l’estrazione del tungsteno, molibdeno, ferro e rame. Viene utilizzato anche per la saldatura.

In campo aerospaziale è già utilizzato allo stato liquido come propellente per i vettori, esso viene usato in combinazione con l’ossigeno che, bruciando, danno vita a una forza sufficiente a far “staccare” da terra tonnellate di peso.

Come si produce l’idrogeno

Ma come si produce l’idrogeno? Bisogna sapere che l’idrogeno non ama stare da solo e che allo stato libero è una rarità, lui di solito preferisce accompagnarsi con altre molecole. Ecco quindi che l’unico modo per estrarlo è disaccoppiarlo dagli altri elementi con cui s’accompagna, ma questo richiede ovviamente il consumo di energia. Le tecniche di produzione, o estrazione, sono quindi molte tra cui:

  • conversione ossidante degli idrocarburi;
  • distillazione secca dei carboni fossili;
  • elettrolisi dell’acqua;
  • gassificazione del coke a gas d’acqua;
  • ossidazione parziale di gas naturale;
  • processo biotecnolgico.

Gli ultimi due in particolare sono processi di produzione/estrazione innovativi e di basso o nullo impatto ambientale perché richiedono basso impiego di energia elettrica.

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Idrogeno verde, idrogeno, blu, grigio…

Dopo aver compreso cos’è e come si estrae l’idrogeno e come si produce, chi intende investire nell’idrogeno, dovrà comprendere anche i vari nomi utilizzati per identificarne il tipo di produzione.

Si usa infatti definire idrogeno verde, idrogeno blu, o grigio, ecc. in base alla provenienza dell’energia elettrica utilizzata per la sua produzione: centrale a carbone; centrale nucleare; centrale eolica; fotovoltaico; centrale idroelettrica.

In base alla fonte da cui proviene l’energia elettrica o dal processo da cui viene ottenuto, si usa dare un “colore” diverso all’idrogeno.

  • Idrogeno nero: la corrente deriva da centrali a carbone o a petrolio.
  • Idrogeno grigio: derivato dallo scarto produttivo di una reazione chimica, o estratto dal metano. 90% produzione attuale deriva da qui.
  • Idrogeno blu: estratto da idrocarburi fossili, ma il processo aggiunge la cattura dell’anidride carbonica derivante dal processo, così non viene liberata in atmosfera ma immagazzinata.
  • Idrogeno viola: estrazione dall’acqua usando corrente di centrale nucleare.
  • Idrogeno verde: estratto dall’acqua utilizzando corrente prodotta da una centrale alimentata da energie rinnovabili: idroelettrico, eolico, ecc.

Come investire nell’idrogeno

Bene, ci siamo. Apprese le basi essenziali di quella che andrebbe sempre più considerata una materia prima, vediamo come investire nell’idrogeno, o meglio come investire nelle azioni delle società quotate in Borsa che si occupano di produrlo, trattarlo, gestirlo e distribuirlo, o utilizzarlo.

Va subito detto che esiste a livello globale un pugno d’imprese che nei prossimi anni investiranno molto nell’idrogeno, tanto da aver costituito una alleanza globale (Green Hydrogen Catapult). Seguire queste società e gli sviluppi dei loro progetti potrà aiutare nell’analisi d’investimento.

Ma anche Enel, con Enel Green Power, è della partita e punta alla produzione di idrogeno per vari impieghi di nuova concezione.

Nel campo dei trasporti troviamo al primo posto Alstom (ALO), la società tedesca produttrice di treni con il primo treno al mondo alimentato a idrogeno e dedicato alle tratte regionali a breve percorrenza. I primi arriveranno in Italia nel 2023.

Ed ancora nel campo navale si punta alla creazione di navi all’idrogeno, tra cui citiamo il progetto norvegese HysHIP cofinanziato dall’Unione Europea.

Nel trasporto aereo è Airbus ad aver puntato come prima allo sviluppo di aerei con propulsori alimentati a idrogeno. Le turbine risulterebbero più piccole, più facili da controllare e di durata maggiore.

ETF idrogeno

FuelCell Energy Inc. è presente in 33 ETF statunitensi, tra cui gli iShares Russell 2000 ETF, Invesco DWA Industrials Momentum ETF.

Alla Borsa Italiana si può optare per Ishares Global Clean Energy Ucits ETF.

Al Nasdaq troviamo invece Clean Edge Green Energy Index Fund.

Ed ancora abbiamo Invesco WilderHill Clean Energy ETF.

Come è facile comprendere, è possibile investire nell’idrogeno già da adesso facendo trading su azioni ed ETF dedicati.

Il futuro dell’idrogeno e perché investire

Perché un investitore dovrebbe oggi investire nell’idrogeno del domani? Quale il futuro dell’idrogeno?

Ebbene l’idrogeno non sarà solo impiegato nel campo aeronautico per far volare gli aerei, o nel campo dei trasporti terrestri per muovere treni regionali e autobus di linea, ma anche in parziale o totale sostituzione del gas naturale per produrre energia nelle nostre case: vedasi gli studi sulle caldaie a idrogeno. E anche l’industria siderurgica potrebbe presto passare alla produzione dell’energia a essa necessaria, utilizzando l’idrogeno come combustibile.

Attualmente questo completo passaggio è di là da venire perché le tecnologie non sono completamente mature e perché mancano parzialmente le infrastrutture, ma nei prossimi decenni le cose cambieranno, perché nel presente le imprese stanno investendo e programmando di investire molto nel lungo periodo (si parla di miliardi di euro di investimenti).

A proposito delle infrastrutture va precisato che Snam ha avviato degli esperimenti per l’iniezione nella rete gas nazionale di idrogeno miscelato: l’esperimento si è svolto con successo.

Concludendo

Mentre l’investimento in gas naturale è ancora una valida opzione di cui tenere conto, non vanno sottovalutati i forti investimenti che le grandi società quotate in Borsa stanno effettuando per passare a forme di produzione dell’energia a più basso impatto ambientale.

Ciò che si è compreso, è che tali nuovi combustibili green non saranno solo più rispettosi dell’ambiente ma anche più convenienti per l’intero sistema economico-finanziario minacciato dall’emergenza climatica.

Chi oggi crede che il petrolio sarà con noi ancora per molto tempo (fino alla fine di questo secolo?), forse, rischia di restare aggrappato al passato e, forse, rischia di non cogliere le opportunità d’investimento del futuro.

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