L’Euro Sale mentre l’Attenzione Resta Puntata su Draghi

Bob Mason

Non c’è molto sul calendario economico di questa giornata, essendo i dati macroeconomici limitati all’indice sui prezzi delle importazioni e delle esportazioni degli Stati Uniti, relativo al mese di aprile, che sarà reso noto nel pomeriggio.

La mancanza di statistiche reali in questa settimana, lascia i mercati senza una direzione e con poche cose alle quali far riferimento, mentre le oscillazioni dei principali mercati appaiono più simili a quelle di un pendolo anziché essere guidate dai fondamentali.

Tuttavia, le cose potrebbero cambiare nel pomeriggio, quando ci saranno le dichiarazioni di Draghi al parlamento olandese. Ci sono forti incertezze sulla possibilità che la Banca Centrale europea possa assumere un atteggiamento più aggressivo sulle questioni di politica monetaria, dopo i risultati delle elezioni in Francia. Stando così le cose, il sentimento generale prevede che la BCE manterrà il proprio punto di vista sulla politica monetaria fino alla fine dell’estate e comincerà a valutare una stretta monetaria verso la fine dell’anno.

La vittoria di domenica da parte dei centristi francesi non è riuscita a spingere l’euro attraverso il livello degli 1,10$ dato che l’euro era già sceso, prima del ribasso mostrato questa settimana; la politica monetaria della Banca Centrale europea e l’atteggiamento di Draghi pesano negativamente sull’euro, nonostante il sentimento dei mercati nei confronti dell’economia dell’eurozona e le previsioni di crescita.

Per permettere all’euro di fare un balzo, ci sarebbe bisogno di qualche forte dichiarazione da parte di Draghi e della sua squadra. Il discorso di questo pomeriggio in Olanda sarà la prima opportunità del Presidente della BCE di fare delle dichiarazioni dopo la vittoria di Macron.

Draghi ha sempre insistito sul fatto che l’euro è qui per restare, ma ci saranno quasi certamente delle discussioni a porte chiuse sui passi che la banca centrale riterrebbe opportuni con un ritorno del franco francese e del possibile impatto sull’euro a sulla crescita dell’economia dell’eurozona. L’atteggiamento impassibile di Draghi rivelerà poco, mentre le dichiarazioni sulla politica monetaria saranno rivelatrici della verità nascosta sulla possibilità che il sentimento accomodante sia stato guidato maggiormente dalle preoccupazioni di una possibile vittoria della Le Pen, oppure per l’inflazione sottostante che non rispetta gli obiettivi della Banca Centrale europea.

Le banche centrali non si mostrano certamente in linea con la FED nella ricerca di una normalizzazione della politica monetaria.

Nel momento in cui scriviamo, l’euro è in rialzo dello 0,17%, al livello degli 1,08923$, tuttavia i guadagni potrebbero essere velocemente annullati se Draghi dovesse astenersi da dichiarazioni sulla politica monetaria e il silenzio sull’argomento potrebbe essere interpretato come uno status quo dai mercati.

Al contrario, il dollaro si trova in territorio negativo, nel momento in cui scriviamo, e l’indice sul dollaro a pronti è in calo dello 0,2%, ai 99,459, con la mancanza di notizie dallo studio ovale che risulta negativa per il dollaro e le statistiche della settimana di poco rilievo.

I mercati dovranno attendere le statistiche di venerdì per avere dei dati significativi, sebbene la probabilità di un rialzo dei tassi d’interesse a giugno risulta del 90%, e la mossa è stata già scontata dai mercati, con il dollaro ora nelle mani di Trump e della sua politica e le intenzioni della FED in merito al bilancio e fino a che grado la FED cercherà di ridurre la spesa per il resto dell’anno.

I membri del FOMC hanno parlato sufficientemente della necessità di ridurre la spesa, tuttavia, senza una guida chiara su quando i mercati possono aspettarsi una mossa, il dollaro non dovrebbe mostrare un impatto a seguito delle dichiarazioni dei membri senza diritto di voto.

Gli attuali livelli di prezzo dell’euro mantengono una certa attrattiva; tuttavia, in previsione del discorso di Draghi, tutto è possibile e l’euro potrebbe muoversi in ribasso all’approssimarsi del discorso del Presidente della banca centrale, che ci sarà prima del rilascio dei dati negli Stati Uniti.

Il dollaro potrebbe trovare qualche sostegno, ma i dati dovrebbero mostrarsi solidi, con l’indice dei prezzi sulle importazioni e sulle esportazioni che dovrebbe fornire delle indicazioni in merito all’inflazione, sebbene tali statistiche non siano i dati preferiti dalla FED e non appare probabile che possano influire sul sentimento del mercato in prossimità delle previsioni sulla politica monetaria, dato che la FED è al sicuro con i suoi ulteriori due innalzamenti dei tassi previsti per quest’anno e considerato che Trump deve ancora presentare la sua riforma fiscale e il relativo pacchetto di stimoli.

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