Istat: Vendite al Dettaglio Ancora in Calo, ma Torna a Crescere la Produzione Industriale

Istat ha pubblicato i report sul commercio al dettaglio e sualla produzione industriale nel mese di Maggio 2019. Se il commercio risulta ancora in calo, penalizzando principalmente le piccole imprese, la produzione industriale si solleva finalmente dopo 2 mesi di crisi, trainata dai beni strumentali e di consumo.
Alberto Ferrante

Ancora una diminuzione delle vendite al dettaglio in Italia, nettamente al di sotto delle stime. Nel mese di Maggio 2019 per il commercio al dettaglio si è stimato un calo congiunturale dello 0,7% in termini di valore e dello 0,8% in termini di volume.

La riduzione riguarda tanto le vendite di prodotti alimentari quanto quelle di beni non alimentari. Nello specifico, però, i primi segnano una diminuzione dell’1% in termini di valore e dell’1,1% in termini di volume, mentre i secondi calano dello 0,5% in termini di valore e 0,6% in termini di volume.

Le principali flessioni congiunturali di Maggio

I risultati presentati nel report sul commercio al dettaglio dell’Istat sottolineano inoltre come, rispetto al trimestre precedente, la flessione dei beni alimentari sia marginale, mentre quella dei beni non alimentari si attesta intorno allo 0,7%.

Il trend di decrescita dei beni non alimentari coivolge nel complesso tutti i principali gruppi di prodotti, ad eccezione di dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni e telefonia, che continuano a crescere del 2,3%, elettrodomestici, radio, tv e registratori, che registrano un aumento dello 0,4% e mobili, articoli tessili e arredamento vario, che crescono dello 0,1%.

In basso, un’immagine tratta dal report Istat che evidenzia le tipologie di prodotti esaminate.

Come è possibile notare, al netto dei prodotti in lieve crescita già esaminati, le riduzioni vanno dallo 0,8% al 4,9%. Nello specifico il settore che subisce il calo più drammatico è quello dell’abbigliamento e della pellicceria (-4,9%), a cui si avvicina il settore delle calzature, degli articoli in cuoio e da viaggio (-4,8%). Anche i settori dei giocattoli, sport e campeggio e dei libri, giornali e riviste continuano a crollare intorno al -3%.

I sistemi di distribuzione analizzati

I dati fin qui riportati coinvolgono diversi sistemi di distribuzione. In tal senso, però, è necessario segnalare che la diminuzione per la grande distribuzione si attesta al -0,4%, prendendo dunque accuratamente le distanze dal crollo della piccola distribuzione, al -3,6%. Al contrario, come atteso, cresce il commercio elettronico del 10,6%.

In attesa della diffusione del prossimo report, pianificata per il 2 Agosto 2019, l’Istat conferma anche l’ampliamento del differenziale di crescita tra le imprese di piccola dimensione e quelle di grandi dimensioni. Le realtà con meno di cinque addetti mostrano infatti una flessione tendenziale del 4,8%, mentre le aziende con oltre 50 addetti arrivano persino a generare un lieve incremento pari allo 0,4%.

Tale dinamica ha caratterizzato l’intero primo semestre del 2019 e potrebbe proseguire per il resto dell’anno: le vendite delle piccole imprese risultano ancora indebolite a vantaggio delle grandi imprese, scambiando con queste l’1,4% del volume totale.

Un secondo report pubblicato questa mattina mostra invece le stime di Maggio 2019 della produzione industriale: l’indice destagionalizzato presenta aumenti dello 0,9% rispetto al mese di aprile, con un incremento congiunturale per i beni strumentali pari all’1,9% e un incremento dei beni di consumo del 0,9%. A decrescere è invece il comparto dell’energia, a quota -2,1%.

Produzione industriale in aumento

In basso, il grafico sulle variazioni percentuali tendenziali della produzione industriale, calcolate da Gennaio 2015 a Maggio 2019.

Torna dunque a crescere, a Maggio 2019, la produzione industriale in termini congiunturali, dopo due mesi di forti cali; la crescita riguarda tutti i settori con esclusione di quello energetico, ma risulta più concreta solamente per i beni strumentali.

Risultati ancora negativi, invece, per industrie tessili e di abbigliamento (-4,9%), industria del legno, carta e stampa (-3,7%) e materie plastiche o minerali non metalliferi (-3,1%).

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