I prezzi dell'oro hanno perso più di 100$ in pochi giorni. atteso in settimana l'avvio di un recupero fino alle resistenze di breve periodo.
I prezzi del future sull’oro, quotato in dollari al Comex, hanno toccato giovedì scorso 18 maggio nuovi minimi relativi a 1954.4. L’estensione complessiva della correzione che è in atto sin dal 4 maggio ha raggiunto ormai il -6.28%.
Ricordiamo che proprio il 4 maggio i prezzi dell’oro si erano portati ad un picco a 2085.4 dollari, a pochi passi dal record storico di tutti i tempi segnato nel 2020 a 2199.0. A partire dai minimi del 18 sta salendo un tentativo di reazione che, per il momento, si è spinto fino a 1987.4 prima di cedere il passo ad una giornata di stabilizzazione, quella odierna.
“La politica monetaria e il percorso della Fed determineranno i risultati a medio e lungo termine per l’oro, ma l’aumento dell’ansia per il tetto del debito è il catalizzatore a breve termine da tenere d’occhio”, ha dichiarato in una nota Allison Enck, senior associate di RBC Capital Markets. “Anche supponendo che alla fine si raggiunga un accordo, non possiamo sottovalutare gli effetti dell’angoscia finanziaria all’avvicinarsi della scadenza”.
Il mercato dell’oro è sceso di oltre 100 dollari dopo aver toccato i massimi storici all’inizio di maggio. A trascinare i prezzi al ribasso sono stati i dati macro statunitensi, che hanno fatto salire il dollaro e ridimensionato le aspettative di taglio dei tassi a fine anno. Mancano intanto solo dieci giorni alla scadenza del 1° giugno, data in cui gli Stati Uniti potrebbero esaurire il denaro necessario per pagare le bollette.
Ma a infondere un po’ di ottimismo è l’incontro programmato per lunedì prossimo tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il presidente della Camera Kevin McCarthy, per discutere dell’innalzamento del limite del debito di 31.400 miliardi di dollari. Negli ultimi giorni c’è stata un po’ di incertezza: i colloqui si sono interrotti venerdì, ma sono poi ripresi domenica tra i negoziatori scelti dai leader.
Su grafico a barre da 30 minuti possiamo constatare come la disposizione dei supporti sia rimasta invariata sin dalla metà della scorsa settimana. Il primo supporto si trova 1967.0/69.0 ed il supporto principale a 1955.0/57.0.
Le aspettative sono di rialzo fino a 1998.3 e 2005.8. Una volta raggiunto quest’ultimo livello, sito su una forte resistenza di breve periodo, dovremo attendere segnali dal mercato prima di aggiornare di nuovo l’analisi.
Il segnale tecnico è long su nuovi test dei supporti, in ogni caso da rilevazioni non superiori a 1974.5. Lo stop scatterebbe solo con una chiusura su grafico a 30 minuti inferiore a 1955.0.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.