L'unico rischio importante è che i grandi clienti di Nvidia sviluppino sempre più chip proprietari per ridurre la dipendenza dall’azienda.
NVIDIA rimane oggi il simbolo principale della corsa globale all’intelligenza artificiale, quella che vende direttamente gli strumenti necessari a tutti gli altri. In pratica, mentre gli hyperscaler investono centinaia di miliardi in data center e potenza di calcolo, Nvidia è il principale fornitore di chip e infrastrutture che rendono possibile questa espansione.
Da un punto di vista esclusivamente tecnico, il titolo sta affrontando una fase correttiva dal picco del 14 maggio scorso toccato a 236.54 e non evidenzia ancora indicazioni di esaurimento della debolezza. Segnaliamo la formazione di livelli di supporto validi per le prossime 5/10 giornate a quota 218.40/220.20 e 210.00/212.00. Entrambi costituiranno punti di probabile reazione su eventuali debolezze.
Il punto chiave è che il mercato considera Nvidia ancora dominante dal punto di vista tecnologico. L’azienda mantiene margini molto elevati e una quota di mercato enorme nei chip AI avanzati. Inoltre la domanda resta così forte che in alcune aree del mondo, come la Cina, i prodotti Nvidia continuano a essere venduti a prezzi molto superiori rispetto al passato, segnale che l’offerta è ancora insufficiente rispetto alla richiesta.
Esistono però rischi importanti, fra tutti quello che i grandi clienti di Nvidia sviluppino sempre più chip proprietari per ridurre la dipendenza dall’azienda. Google, Amazon, Microsoft e Meta stanno già lavorando su processori AI interni. Oggi questi sistemi non sostituiscono ancora completamente le GPU Nvidia, ma nel tempo potrebbero erodere parte del vantaggio competitivo della società, soprattutto nelle attività AI meno complesse e più standardizzate.
Un altro elemento critico è la forte concentrazione dei clienti: una parte enorme dei ricavi Nvidia dipende da pochi grandi gruppi tecnologici. Se anche uno solo di questi rallentasse gli investimenti o spostasse parte della produzione verso chip interni, l’impatto sui risultati potrebbe diventare rilevante. Restano inoltre le incognite geopolitiche legate alla Cina e alle restrizioni americane sull’export di tecnologia avanzata.
Il titolo è impegnato in una fase di consolidamento nel range contenuto fra i supporti di medio periodo a 218.40/220.20 e 210.00/212.00 e le resistenze di quota 235.50/236.80 e 239.00/240.00. All’interno di quest’area sono ancora possibili ripetuti cambi di tendenza nel corso delle prossime 1–2 settimane, in preparazione alla rottura rialzista con un primo obiettivo a 247.00/248.00.
Possiamo già indicare che il livello di verifica immediatamente superiore sarebbe da ricercare fra 258.00/260.00. Il segnale tecnico in vigore è long a mercato, sfruttando i riavvicinamenti al primo supporto. Lo scenario rialzista verrebbe interrotto almeno provvisoriamente in caso di cedimento di quota 210.00 con una chiusura daily.
Dobbiamo tuttavia precisare che l’impostazione più ampia di medio/lungo termine, tuttora rialzista, potrebbe essere messa in discussione solo da valori inferiori all’attuale supporto di medio periodo, situato non prima di 194.00/196.00.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.