Tradotto con IA
Bitcoin (BTC) è rimbalzato con forza martedì, salendo di oltre il 6% dal minimo settimanale vicino a $74.550, mentre l’appetito per il rischio è tornato sui mercati.
Il recupero è seguito a segnali sugli utili del settore AI migliori del previsto. Questa è esattamente la configurazione che ho evidenziato nelle previsioni settimanali su BTC di ieri come possibile innesco per un sollievo.
I mercati crypto hanno trovato appiglio dopo che Palantir Technologies (PLTR) ha fornito un outlook sulle vendite positivo, attenuando i timori di una contrazione guidata dall’AI.
Nel frattempo, Oracle (ORCL) ha annunciato un’emissione obbligazionaria investment grade da 25 miliardi di dollari per finanziare l’infrastruttura AI, rafforzando la fiducia in capex sostenuti nel settore.
Il rimbalzo non si è limitato alle crypto. I futures sul Nasdaq 100 sono saliti, segnalando un’apertura più forte per i titoli tech. L’oro (XAU) e l’argento (XAG) hanno anch’essi guadagnato terreno, mentre l’indice del dollaro USA è scivolato, rimuovendo un ostacolo chiave per Bitcoin.
A rinforzare il tono positivo, i dati sull’attività manifatturiera USA hanno mostrato una forza trainata dalla domanda, offrendo un segnale più ottimista per la crescita economica e gli utili aziendali.
Dopo quasi tre anni di debolezza del manifatturiero, anche segnali timidi di ripresa aiutano a migliorare il sentiment.
Il quadro tecnico di Bitcoin resta ribassista nonostante il modesto recupero delle ultime due sessioni.
Allo stesso tempo, l’indice di forza relativa (RSI) giornaliero di Bitcoin deve riprendersi in modo convincente dalla zona di ipervenduto sotto 30. Finché ciò non accade, la ripresa in corso appare più come un rally di sollievo che come una inversione di tendenza confermata.
I flussi di stablecoin verso gli exchange sono diventati nettamente negativi alla fine del 2025, con deflussi netti a 30 giorni che hanno raggiunto circa 9,6 miliardi di dollari, secondo un grafico evidenziato da Darkfost, un analista on-chain basato su CryptoQuant.
I deflussi si sono attenuati a gennaio, ma i flussi netti restano negativi intorno a 4 miliardi di dollari. Meno stablecoin sugli exchange significa meno potere d’acquisto immediato, rendendo più difficile per Bitcoin superare il suo prezzo realizzato e sostenere i rally.
Un frattale meme che circola sui social confronta la struttura di prezzo attuale di Bitcoin con i movimenti passati di Nvidia (NVDA) e Alphabet (GOOGL).
Il grafico mette in evidenza un simile schema in tre fasi: una prima svendita (1), un rimbalzo con un massimo più basso (2), seguito da un pullback più profondo verso una zona di supporto orizzontale (3).
A prima vista, la somiglianza sembra convincente: Nvidia e Alphabet sono scese fino a supporti di lungo periodo, hanno scosso gli investitori più deboli e poi sono schizzate più in alto. Bitcoin ora si trova in quella che i trader dei frattali chiamano la stessa “zona di supporto finale”, suggerendo un rimbalzo analogo.
Ma questo sembra puro “hopium”. NVIDIA e Alphabet sono rimbalzate sui fondamentali societari (utili, guidance, capex). Bitcoin non è la storia di un singolo titolo; si comporta come un asset di rischio macro, muovendosi con la liquidità, i tassi, il dollaro e il sentiment di rischio generale.
Quindi non bisognerebbe costruire posizioni aggressive a leva (o anche solo spot) attorno a un pattern meme.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.