Il Petrolio WTI perde terreno durante la sessione europea di martedì, mentre l’OPEC valuta la possibilità di riprendere gli aumenti della produzione.
Il prezzo del Petrolio WTI torna sotto pressione dopo il rimbalzo della seduta precedente e scivola sotto i 63,50 $, riflettendo un mercato che sta rapidamente ricalibrando le proprie aspettative sul fronte dell’offerta globale. La fase di recupero vista nelle ultime ore appare fragile, con gli operatori che iniziano a scontare uno scenario meno restrittivo dal lato produttivo proprio mentre l’incertezza geopolitica resta elevata.
Secondo diverse indiscrezioni di mercato, l’OPEC starebbe valutando la possibilità di riprendere gradualmente gli aumenti della produzione a partire da aprile, dopo una pausa di circa tre mesi. L’ipotesi è quella di anticipare il picco della domanda stagionale estiva, ma l’effetto immediato sui prezzi è stato quello di riaccendere i timori di eccesso di offerta. In un contesto in cui la crescita globale non appare ancora solida e uniforme, qualsiasi segnale di maggiore disponibilità di Oro nero rischia di appesantire ulteriormente il quadro tecnico.
A rendere il movimento ancora più significativo contribuisce anche la ridotta liquidità in alcune piazze asiatiche, chiuse per festività. Con volumi più sottili, le oscillazioni possono amplificarsi e reagire in modo più sensibile alle notizie legate alla produzione e alle scorte.
Tuttavia, lo scenario non è unidirezionale. Sullo sfondo rimangono tensioni geopolitiche che potrebbero rapidamente cambiare il sentiment. L’intensificarsi delle frizioni tra Stati Uniti e Iran, in vista della ripresa dei colloqui sul nucleare, mantiene un premio al rischio incorporato nel Petrolio WTI. Le esercitazioni marittime iraniane nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per una quota significativa delle spedizioni globali, rappresentano un fattore che il mercato non può ignorare.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 63,10 $, in rialzo settimanale dello 0,33% ma l’aumento della presenza degli orsi non fa ben sperare ad un proseguimento del trend rialzista. Difatti, una chiusura sotto il livello chiave dei 63 $ permetterebbe ai ribassisti di aumentare le loro posizioni al fine di raggiungere prima il livello chiave dei 62 $ e successivamente il livello annuale dei 61,08 $.
Un ritorno deciso della pressione rialzista verrebbe probabilmente vista a seguito di un posizionamento netto sopra i 63,50 $, che spingerebbe il Petrolio WTI prima a ritestare il livello annuale die 64,84 $ e successivamente a raggiungere il livello chiave dei 66 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.