Tradotto con IA
Il token nativo di Ethereum, Ether (ETH), ha mostrato segnali di recupero dopo essere sceso di oltre il 6% durante il weekend.
Al 26 gennaio, ETH/USD era in rialzo di oltre il 3% durante la sessione asiatica, rispecchiando i rimbalzi del mercato crypto. La coppia è salita nonostante un crescente sentiment risk-off macro, con i futures azionari USA in perdita e l’oro oltre i $5.000 all’inizio della settimana.
Durante il weekend i mercati si sono irrigiditi per il riemergere dei timori legati a un possibile shutdown del governo USA, con i legislatori ancora divisi sul finanziamento e il rischio di interruzione delle operazioni federali.
Anche nel mercato dei cambi l’attenzione si è spostata sul Giappone, dove i trader hanno rilevato la possibilità che la New York Fed si prepari a sostenere i funzionari giapponesi in un intervento diretto per difendere lo yen.
Il dollaro USA ha registrato il calo settimanale più marcato da maggio, creando opportunità di acquisto sui ribassi nel mercato di Ether e portando a un modesto recupero.
Gli ETF spot su Ethereum quotati negli USA hanno registrato circa 611,17 milioni di dollari di deflussi netti nell’ultima settimana, un segnale che la domanda istituzionale per Ether si è indebolita nel breve termine.
Questo ritiro è rilevante perché i flussi dagli ETF possono rappresentare una fonte costante di acquisti spot quando il sentiment migliora. Al contrario, i deflussi suggeriscono che i grandi investitori stanno riducendo l’esposizione su ETH, non aumentandola.
Allo stesso tempo, i trader si sono spostati su altri temi a grande capitalizzazione — in particolare Solana — riducendo ulteriormente la domanda su Ether.
Il risultato è un rimbalzo che sembra più un acquisto sul minimo a breve termine che l’inizio di un’ampia tendenza rialzista guidata dalle istituzioni.
I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni stanno salendo verso massimi pluridecennali, poiché gli investitori richiedono un premio al rischio più elevato in mezzo a nuove preoccupazioni per la spesa fiscale e al livello di indebitamento del Giappone, che supera il 230% del PIL.
A mio avviso, rendimenti JGB più elevati possono richiamare capitale verso il Giappone e ridurre la quantità di finanziamento a basso costo che circola nei mercati globali, condizioni che tipicamente mettono pressione sugli asset rischiosi.
La componente macro è diventata più restrittiva dopo che la Bank of Japan ha assunto un tono più restrittivo nel suo ultimo outlook, rafforzando le aspettative che il regime dei tassi giapponese possa continuare a spostarsi verso l’alto.
In pratica, rendimenti più solidi possono anche rafforzare lo yen, aumentando il rischio di un “unwinding della carry-trade sullo yen”, un episodio che in passato ha coinciso con un più ampio de-risking nel crypto, incluso Ethereum.
ETH/USD sembra essersi mosso al di sotto di un triangolo ascendente, scivolando sotto la trendline di supporto in salita dopo aver fallito ripetutamente vicino alla banda di resistenza piatta intorno ai bassi $3.300.
La mossa lascia inoltre ETH sotto le sue medie mobili chiave (media a 20 giorni vicino a $3.049 e a 50 giorni vicino a $3.104), rafforzando lo slancio ribassista. L’RSI è sceso sotto 40, suggerendo che i venditori rimangono in controllo.
Se la rottura dovesse reggere, il movimento misurato del pattern indica come prossimo target l’area dei $2.380.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.