Il cambio euro dollaro ha ripreso quota dopo aver testato minimi relativi sotto quota 1,16.
Il cambio euro dollaro passa di mano in calo, ma ha comunque recuperato terreno rispetto ai recenti minimi relativi testati sotto 1,16. L’eventuale ripresa potrebbe risultare più lenta del previsto e orientarsi verso obiettivi moderati, con 1,1650 come primo traguardo realistico.
A ribaltare realmente lo scenario attuale sarebbe soltanto un accordo di pace ritenuto stabile e duraturo tra USA e Iran: un’intesa credibile ridurrebbe l’appeal del dollaro come valuta rifugio, favorendo così un recupero più strutturato dell’euro.
Nel complesso, il quadro resta fragile e sensibile a ogni sviluppo geopolitico, con il mercato pronto a reagire anche a dichiarazioni marginali provenienti da Washington o Teheran.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro passa di mano a quota 1,1618.
Il cambio euro dollaro tratta in area 1,1620, un livello che riflette chiaramente la debolezza del momento e che mantiene il quadro tecnico orientato al ribasso. Da qui, il mercato potrebbe facilmente estendere la discesa verso il supporto chiave di 1,16, che ritengo ancora in grado di assorbire la pressione di vendita, almeno al primo test.
Una rottura decisa di questo livello aprirebbe invece spazio verso i successivi riferimenti tecnici in area 1,1580 e 1,1565, zone già rilevanti nelle ultime settimane.
Sul fronte rialzista, eventuali rimbalzi restano possibili anche in modo improvviso, data la sensibilità del mercato ai flussi macro e geopolitici. Le prime resistenze da monitorare si collocano a 1,1650, poi 1,1680, fino alla soglia psicologica di 1,17, oltre la quale il quadro inizierebbe a migliorare in modo più strutturato.
In questa fase, però, ogni recupero appare fragile e dipendente da un allentamento delle tensioni globali o da un raffreddamento dei rendimenti USA, elementi che potrebbero restituire un po’ di respiro all’euro.
Il calendario economico di oggi si concentra sull’S&P Global PMI dei servizi, manifatturiero e composito in Germania, Eurozona e negli USA.
Dagli USA, attenzione alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.