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In Europa accanto all’Unione Europea convive una seconda struttura internazionale di libero scambio parallela alla prima chiamata dai suo Stati fondatori European Free Trade Association (EFTA). L’Associazione europea di libero scambio è tuttavia legata all’Unione Europea da un accordo di tipo economico che garantisce ai Membri una fluidità commerciale dei prodotti in ingresso (import) ed in uscita (export).

Nonostante l’EFTA sia oggi rappresentata da quattro sole nazioni europee, essa svolge un importante ruolo nell’economia europea che è importante conoscere in forma almeno essenziale.

Cos’è l’EFTA: storia

L’EFTA nasce nel 1960 a Stoccolma con la firma della “Convenzione di Stoccolma”, e vi aderiscono quei paesi che scelgono di non entrare a far parte della Comunità economica europea (CEE) nata qualche anno prima (1957) a Roma.

Vi aderiscono inizialmente la Danimarca, la Norvegia, l’Austria, il Portogallo, la Svezia, la Svizzera, il Regno Unito e poi nel 1970 vi aderisce anche l’Islanda, mentre nel 1986 vi aderisce la Finlandia e solo nel 1991 vi entra a far parte anche il Liechtenstein.

Gran parte dei Membri della prima ora lasciano l’Associazione europea di libero scambio per aderire all’Unione Europea e così ad oggi i membri rimasti nell’EFTA sono solo quattro:

  1. Islanda;
  2. Liechtenstein;
  3. Norvegia;
  4. Svizzera.

Anche se la Svizzera si distingue dalle altre perché sul libero scambio in Europa ha scelto di intrattenere rapporti bilaterali con gli Stati dell’Unione Europea.

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Obiettivi dell’EFTA

Lo scopo dell’EFTA è promuovere il libero scambio delle merci e dei servizi e l’integrazione economica in primis tra i paesi aderenti, ma anche di stipulare accordi economici con unioni e nazioni esterne all’organizzazione allo scopo di facilitare gli scambi economici con nazioni non facenti parte dell’organizzazione.

La struttura non si è mai dotata di un corpus normativo come l’UE, non è questo l’obiettivo. Ogni paese resta totalmente indipendente dagli altri e anche solo in caso di problemi interni.

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Gli accordi interni

L’European Free Trade Association si è dotata di alcuni accordi. Il primo e fondamentale è l’atto costitutivo firmato a Stoccolma (Convenzione), a cui è seguito l’Accordo di libero scambio dell’EFTA per regolamentare le relazioni con altri paesi, quindi l’Accordo dello spazio economico europeo.

Quest’ultimo accordo permette ai membri dell’EFTA di partecipare al mercato comune di cui si è dotato l’Unione Europea, tuttavia la Svizzera non ha sottoscritto questo accordo perché preferisce, come già menzionato, avere accordi bilaterali con le nazioni dell’UE.

Le relazioni internazionali

L’EFTA quindi ha degli accordi interni per normare il libero scambio tra i suoi membri e per normare il loro rapporto con l’UE, ma ha stipulato accordi internazionali anche oltre l’Europa.

Tra gli accordi economici che l’EFTA ha firmato ricordiamo quello con la Corea del Sud, il Canada, Singapore e la Turchia.

In Medio Oriente l’organizzazione ha stretto accordi con Israele e con il Gulf Cooperation Council (GCC) ed altre nazioni.

Tra gli accordi economici in corso di negoziazione degni di nota citiamo quello con Mercosur, la Federazione Russa e l’India.

Leggi anche: Next Generation EU e Recovery Fund: spiegato.

La stretta relazione EFTA – UE

L’EFTA ha la sua sede ufficiale a Ginevra in Svizzera, ma la seconda sede è a Bruxelles dove siede uno dei vice segretari dell’organizzazione.

La scelta di avere una sede secondaria a Bruxelles è dovuta alla stretta interdipendenza che c’è tra le nazioni delle due giurisdizioni internazionali, tra loro legate territorialmente e da una lunghissima storia di scambi di ogni genere.

Sotto un certo punto di vista, poi, l’EFTA può essere visto come il “banco di prova” per l’ingresso nell’Unione Europea. Tutti i membri che ne hanno fatto parte sono poi transitati nell’UE, ed anche l’Islanda ha tentennato dopo la drammatica crisi finanziaria e istituzionale che l’aveva colpita nel 2008.

I numeri dell’Associazione europea di libero scambio

L’EFTA rappresenta 14 milioni di cittadini europei, ed è la nona potenza mondiale in termini di commercio e la quinta in termini di servizi.

Per l’Unione Europea rappresenta il terzo mercato in termini di beni e la seconda più importante per quanto riguarda i servizi.

Il budget dell’EFTA viene preparato prendendo come riferimento il franco svizzero e l’euro, ed al 2016 esso è pari a 21.677.000 CHF.

L’organizzazione impiega meno di 90 persone nel Segretariato

EEA, il mercato interno

Approfondiamo in questa sezione l’accordo che l’1 gennaio del 1994 ha dato vita all’Area economica europea (EEA – European Economic Area), anche sinteticamente nota come “Mercato interno”.

Dell’EEA ne fanno parte i 27 Stati membri dell’Unione Europea e tre Stati dell’EFTA.

Obiettivo dell’accordo il libero scambio delle merci, dei servizi e delle persone e dei capitali.

L’accordo ingloba la cooperazione anche in altre importanti aree, tra cui la ricerca e lo sviluppo, l’educazione, le politiche sociali e l’ambiente, oltre alla protezione dei consumatori, ed ancora turismo e cultura.

Quando uno Stato entra a far parte dell’UE, automaticamente entra a far parte anche dell’EEA (articolo 128 dell’accordo). Conseguentemente se un membro dell’UE lascia quest’ultimo, come nel caso del Regno Unito, esce anche dall’EEA, ma su questo vi è in corso un dialogo tra le parti per costruire un nuovo futuro di relazioni. Il Regno Unito, comunque, ha già chiaramente detto che non rientrerà a far parte dell’EFTA.

L’accordo non comprende l’unione doganale, politiche di scambio comuni, politiche comuni sull’agricoltura e la pesca, politiche comuni sulla sicurezza, giustizia e non include l’Unione monetaria (EMU).

L’organigramma

Il Consiglio dell’EFTA è l’organo più alto dell’Associazione europea di libero scambio e la sua presidenza viene gestita a turno dai membri con durata semestrale.

I membri del Consiglio si incontrano a livello di ambasciate otto volte l’anno e a livello ministeriale due volte l’anno. Supportano il Consiglio delle commissioni appositamente costituite per sviluppare e portare a termine lavori di tipo tecnico sulle questioni da trattare.

Troviamo quindi il già citato Segretariato, il quale ha compiti esecutivi e di amministrazione dell’organizzazione. Il segretario generale è affiancato da due vice segretari i quali devono essere di nazionalità diversa.

L’Efta ha una propria Autorità giudiziaria ed anche una Corte di giustizia, il compito delle due entità è di controllare il rispetto dell’EEA, quindi la Svizzera non ne fa parte.

Riferimenti utili

L’EFTA produce dati statistici relativi ai rapporti commerciali con i suoi partner interni ed esterni, utili a comprendere le dinamiche economiche e lo stato di salute di tali economie.

Inoltre l’EFTA pubblica annualmente un suo rapporto che serve a fare il punto della situazione sullo stato dell’economia dei membri ed aggiorna circa lo stato di avanzamento degli accordi con altre nazioni terze.

L’area EEA-lex permette di consultare liberamente le norme e gli aggiornamenti dell’EEA.

Concludendo

Il ruolo dell’EFTA nell’Europa è non di marginale importanza, si tratta di piccole ma influenti economie che hanno saputo costruire nei secoli rapporti internazionali forti con i loro vicini e lontani. L’investitore interessato ad esplorare società e relativi titoli dei paesi che ne fanno parte troveranno utile approfondire la sua conoscenza.

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