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Cos’è il FATF – GAFI e come funziona il Gruppo d’azione finanziaria internazionale del G7 e G20

Cos’è il FATF – GAFI e come funziona il Gruppo d’azione finanziaria internazionale al servizio del G7 e del G20.
FATF – GAFI

Sei curioso sapere a cosa corrispondono le sigle FATF e GAFI e quale ruolo svolgono i rispettivi organi a cui tali sigle corrispondono. Bene, questa è la guida giusta per apprendere queste informazioni e partiamo subito col dire che GAFI e FATF indicano lo stesso organo internazionale, ovvero:

FATF: Financial Action Task Force;

GAFI: Gruppo d’azione finanziaria internazionale.

GAFI è quindi l’italianizzazione dell’acronimo FATF e fa riferimento all’organismo intergovernativo costituito dai principali paesi mondiali per combattere i reati finanziari, tra cui il finanziamento del terrorismo.

Ma procediamo con ordine, e partiamo dalla storia del FATF.

 

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Cos’è il FATF: un po’ di storia

Il FATF GAFI nacque durante il G7 di Parigi del 1989, come organismo di lotta ai reati finanziari. Gli stati compresero che per contrastare il finanziamento di attività illecite non avevano altro modo se non quello di unirsi e collaborare tra loro, al fine di smascherare il riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento del terrorismo (dal 2001) e dal 2008 anche il finanziamento illecito della proliferazione di armi di distruzione di massa come la bomba atomica.

Nel corso degli anni l’attività dell’organismo è stata rinnovata attraverso l’aggiornamento e lo sviluppo del suo standard. Lo standard FATF, consiste nella pubblicazione di Raccomandazioni sotto forma di decalogo dettagliato.

La prima versione delle raccomandazioni del GAFI FATF risale al mese di aprile 1990, giusto un anno dopo la costituzione, e raccoglieva le prime 40 raccomandazioni rivolte agli stati che avevano aderito all’organismo.

Nel 2001 lo standard incluse anche la lotta al finanziamento del terrorismo, per rispondere alla crescente ed allarmante escalation di attentati che hanno minacciato gli stati. Tra le azioni terroristiche eclatanti ricordiamo l’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001. Un mese dopo l’attacco, ad ottobre, il FATF pubblicò otto raccomandazioni speciali per combattere il finanziamento al terrorismo.

La continua evoluzione delle tecniche di riciclaggio del denaro e il relativo uso illecito, costrinse il FATF a rivedere le iniziali raccomandazioni emanate nell’ormai lontano 1990. Ecco che nel giugno del 2003, l’organismo internazionale emanò una versione rivista dello standard.

Nell’ottobre 2004, poi, il GAFI-FATF pubblicò ulteriori nove raccomandazioni per combattere il riciclaggio internazionale di denaro sporco e il finanziamento al terrorismo. Da allora le raccomandazioni hanno assunto il nome di “40+9 Reccomendations”.

Le attività finanziarie evolvono, quasi si potrebbe affermare, in parallelo all’evoluzione delle tecnologie finanziarie. Il FATF, quindi, aggiorna ancora una volta le raccomandazioni e a febbraio 2012 pubblicò la nuova approfondita revisione dello standard. La nuova versione fornisce ai paesi strumenti di lotta rinnovati per intercettare e combattere i metodi usati per finanziare il terrorismo attraverso il riciclaggio di denaro, ma anche la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

La versione del 2012 è per ora l’ultimo aggiornamento, ed è disponibile come documento .pdf sul sito del FATF: FATF Recommendations 2012.

Chi sono i membri del FATF – GAFI

Partito come organo del G7, ben presto il FATF ha esteso la sua sfera d’influenza passando da 16 a 28 membri tra il 1991 e il 1992. Nel 2000 una ulteriore espansione del FATF ha portato i membri a 31, ed oggi a 39.

Il FATF si compone di membri e di osservatori.

Per quanto riguarda i membri del FATF, essi sono 37 giurisdizioni e due organizzazioni regionali, in rappresentanza dei maggiori paesi del mondo.

Fanno parte del FATF, la Francia, la Germania, il Belgio, l’Italia, la Turchia, la Cina, il Canada, gli Stati Uniti, la Svizzera, il Gulf Cooperation Council, la Commissione europea e molti altri.

Tra gli osservatori del FATF troviamo l’India.

Quindi vi sono i membri associati del FATF, ovvero gruppi regionali di lotta ai reati finanziari e al riciclaggio di denaro: Asia/Pacific Group on money laundering, Caribbean financial action task force, e così via.

Vi sono poi le organizzazioni osservatrici intergovernative, tra cui citiamo la Banca Centrale Europea (BCE), l’Europol, l’Interpol, l’OSCE, le Nazioni Unite attraverso i suoi uffici dedicati.

Visita il link per leggere la lista completa dei membri e degli osservatori del FATF.

Cosa fa nella pratica il FATF

Il FATF non ha un ruolo decisionale, non ha il potere di imporre agli stati l’adozione di determinate misure di lotta ai reati finanziari. Il compito del FATF è in un certo senso di consulenza, i paesi possono lasciarsi supportare dal FATF nel recepire e nell’adottare nuovi strumenti di lotta.

Forte del contributo di numerosi paesi ed organismi internazionali, anche i paesi con ridotte competenze possono dotarsi di un quadro normativo nazionale utile a combattere gli illeciti finanziari.

Il FATF ha anche l’obiettivo di supportare i paesi monitorando il progresso nell’adozione di un quadro normativo che recepisce le raccomandazioni da esso emanate; lavora al fianco dei paesi per aiutarli a identificare e superare le vulnerabilità nel loro sistema giuridico, con l’intento di proteggere il sistema finanziario internazionale contro le storture.

Il mandato del FATF rinforzato nel 2019

Nell’aprile del 2019 il FATF ha ricevuto un nuovo mandato rinforzato e aggiornato, siglato dai ministri delle giurisdizioni che lo compongono. Il mandato, che non obbliga o vincola i paesi firmatari, a partire dal 2022 verrà rivisto ogni due anni alla luce di nuove strategie utili a combattere gli illeciti finanziari.

I nuovi ambiti in cui il FATF sta operando

In preparazione al G20 di Osaka del 28 e 29 giugno 2019, il FATF ha preparato un rapporto con cui ha aggiornato i capi di governo e loro delegazioni sullo stato dei rischi finanziari presenti nel mondo.

Il rapporto guarda agli scenari già noti come il terrorismo e la rinnovata lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, che possono finire nelle mani sbagliate se acquistate da gruppi criminali con notevoli risorse finanziarie illegali.

Ma il rapporto del FATF presenta anche il programma di lavoro sugli asset virtuali, quali ad esempio le criptovalute, un programma iniziato già sotto la presidenza di turno del G20 degli USA nel 2018.

Le criptovalute non sono viste dal FATF come una minaccia, ma come un bene per il sistema finanziario, perché si considera il fatto che i sistemi alla base delle criptovalute sono capaci di generare inclusione economica e di facilitare i pagamenti transfrontalieri.

Tuttavia il FATF, alla Raccomandazione 15, suggerisce agli stati di implementare strumenti volti ad obbligare la registrazione delle attività che gestiscono gli asset virtuali. Tali società devono ottenere una licenza, le nazioni si dovrebbero dotare di un sistema di monitoraggio dei servizi fornitori di asset digitali. Per le criptovalute ciò non è applicabile in pieno, per ovvie ragioni: le criptovalute sono decentralizzate e non hanno una autorità centrale di gestione.

 

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Concludendo

Il GAFI FATF, come hai potuto comprendere ha un ruolo di indirizzamento, supporto ed esortazione. Non ha alcun potere di vincolare gli stati ad adottare determinate misure o raccomandazioni, ma il suo ruolo resta pur sempre essenziale perché costringe gli stati a interrogarsi, a dialogare tra loro, a scambiarsi informazioni e punti di vista.

Un sistema finanziario internazionale trasparente e più giusto, non può che fare bene ai cittadini di questo pianeta chiamato Terra.

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