Le prospettive di aumento dell'offerta di caffè spiegano la maggiore prudenza degli analisti sul medio periodo.
Il contratto future sul caffè Arabica, quotato in dollari, ha segnato la scorsa settimana un picco a 345.65, avvicinandosi al test della resistenza principale di lungo periodo, che passa in corrispondenza dei massimi di settembre e ottobre 2025, posti rispettivamente a 348.55 e 348.40.
L’impostazione dominante di tendenza è laterale/rialzista, ossia orientata alla rottura della resistenza di lungo periodo, ma ancora passibile, in questa fase, di ampi ritracciamenti. Il supporto di medio periodo, valido a 2-4 settimane, è posto a 285.00. Solo una chiusura su grafico weekly inferiore a tale livello potrebbe imporre una revisione dello scenario, altrimenti orientato alla rottura della resistenza di lungo periodo, con prime proiezioni già attive a 359.60/361.60 e 379.80/381.40.
Il principale elemento di sostegno ai prezzi è stato rappresentato nelle ultime settimane dalla forte riduzione delle scorte certificate di Arabica nei magazzini ICE, scese a poco più di 226 mila sacchi. Si tratta di livelli estremamente bassi: un’ulteriore discesa sotto i minimi registrati nel 2023 porterebbe le disponibilità certificate ai valori più bassi dal 1999. La scarsità di caffè immediatamente consegnabile contribuisce quindi a mantenere tensione sul mercato, nonostante prospettive produttive complessivamente favorevoli.
Sul fronte dell’offerta le aspettative per il Brasile sono decisamente più abbondanti rispetto alla stagione precedente. Un recente sondaggio Reuters indica per la campagna 2026/27 una produzione brasiliana intorno a 75 milioni di sacchi, in aumento di oltre il 17%. La raccolta è inoltre già molto avanzata in alcune delle principali aree produttive: nel Cerrado Mineiro, ad esempio, le aziende monitorate da Expocacer avevano completato al 21 agosto circa l’87% delle operazioni.
Le prospettive di aumento dell’offerta spiegano la maggiore prudenza degli analisti sul medio periodo. Il sondaggio Reuters pubblicato il 24 agosto indica una previsione mediana di circa 3.00 dollari per libbra per l’Arabica a fine 2026, inferiore alle quotazioni raggiunte durante il mese di agosto. Il mercato sta quindi contrapponendo una situazione molto tesa tra le disponibilità immediatamente consegnabili e le prospettive di maggiore abbondanza della produzione nei prossimi mesi.
Il posizionamento degli operatori speculativi rimane favorevole al rialzo. Secondo i dati CFTC aggiornati al 25 agosto, i Managed Money risultano long per circa 42 mila contratti e short per circa 11 mila, con una posizione netta rialzista superiore a 31 mila contratti. Il dato conferma che i fondi stanno ancora accompagnando il recupero dei prezzi, pur in presenza di fondamentali che sul medio periodo suggeriscono maggiore cautela.
Per quanto riguarda i riferimenti di rilievo più vicini, segnaliamo la formazione di supporti di breve periodo, validi per la settimana entrante, a 304.00/304.60 e 293.20/296.20, che costituiranno punti di probabile reazione in caso di ulteriori arretramenti, in particolare fra lunedì 31 agosto e martedì 1° settembre. La tenuta dei supporti di breve periodo tiene fin da subito attivo un primo target a 335.20/335.60.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.