Con un P/E nell'ordine di 150 volte gli utili, Palantir è adesso uno dei titoli più costosi del mercato americano.
Il titolo Palantir ha concluso il 25 giugno scorso, a ridosso di quota 107.00, un’ampia fase correttiva che era scattata dopo il raggiungimento dei massimi del 3 novembre 2025 sopra quota 207.00. A partire dalla fine di giugno si è sviluppato un recupero complessivo del +71.51% in poco meno di due mesi.
Il quadro tecnico rialzista è stato sorretto da una crescita dei fondamentali che continua a procedere a ritmi eccezionalmente elevati. Palantir ha pubblicato il 3 agosto i risultati del secondo trimestre, definiti “otherworldly” dallo stesso amministratore delegato Alex Karp.
Il fatturato ha raggiunto 1.935 miliardi di dollari, con una crescita del 93% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l’utile rettificato per azione ha raggiunto 0.41 dollari. La reazione del mercato è stata particolarmente violenta: nella seduta del 4 agosto il titolo è salito del 29.5%, registrando la maggiore variazione percentuale giornaliera dal febbraio 2024.
Tecnicamente ci sarebbero le condizioni per un’ulteriore espansione del movimento, ma dobbiamo segnalare la presenza di un gruppo di resistenze intermedie situate, in sequenza, a quota 183.00, 188.50 e 195.00. Si tratta di livelli da cui potrebbero scattare, già entro le prossime 3-5 giornate, delle prese di beneficio, in seno comunque all’impostazione rialzista dominante.
I supporti che sorreggono il recupero in atto da giugno si trovano non prima di 160.40/163.40 e 140.00/143.60. Nel corso delle prossime 2-4 settimane entrambi costituiranno punti di probabile ripartenza del rialzo in caso di correzioni. L’impostazione di fondo è favorevole a un allungo fino a 205.00/206.00 e successivamente a 225.00/229.00.
Il segnale tecnico è quindi di accumulare posizioni sfruttando ogni eventuale riavvicinamento ai supporti. L’impostazione verrebbe necessariamente rivista solo in presenza di una chiusura su grafico daily inferiore a quota 140.00.
Il punto debole rimane però la valutazione. Con un P/E recentemente indicato nell’ordine di 150 volte gli utili, Palantir è adesso uno dei titoli più costosi del mercato americano. È proprio su questo aspetto che si concentra la posizione ribassista del famoso finanziere Michael Burry, che nelle ultime settimane ha nuovamente acquistato opzioni put con scadenza marzo 2027 e strike nell’area dei 100 dollari.
Burry ha espresso valutazioni estremamente negative sul prezzo di lungo periodo del titolo, arrivando a sostenere che il valore intrinseco possa essere inferiore a un dollaro: una tesi radicale, che appare difficilmente conciliabile con gli attuali tassi di crescita del business, ma che evidenzia il dibattito sulla sostenibilità dei multipli raggiunti dal titolo.
Si crea quindi una situazione particolarmente interessante anche dal punto di vista tecnico: la forza dei fondamentali sostiene l’impostazione rialzista, ma i multipli estremamente elevati rendono il titolo vulnerabile a prese di beneficio anche violente.
Le resistenze a 183.00, 188.50 e 195.00 assumono pertanto particolare rilevanza nel breve periodo. Eventuali correzioni verso 160.40/163.40, e soprattutto verso 140.00/143.60, non comprometterebbero di per sé il quadro dominante e rappresenterebbero tecnicamente occasioni per valutare nuovi ingressi in direzione degli obiettivi a 205.00/206.00 e 225.00/229.00.
Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.