Il prezzo del petrolio greggio WTI ha subito una nuova impennata nella scorsa chiusura settimanale, sull'escalation in Medio Oriente, mentre il gas ha continuato il suo lieve ma costante ritracciamento.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha ripreso quota in chiusura weekly sui rinnovati timori di una escalation della crisi in Medio Oriente, dopo alcune sessioni di arretramenti. Il gas naturale, invece, ha continuato a consolidare sopra i 3 dollari, allontanandosi però dai massimi relativi vicino quota 3,5 dollari. Evidentemente, per la commodity il target in questione (e senza dubbio anche i successivi a 3,8 e 4 dollari) rappresenta ancora un livello eccessivamente ambizioso, dopo la lunga stagnazione conclusasi solo a fine mese scorso.
Per la settimana che si apre quest’oggi, il petrolio greggio potrebbe continuare a essere particolarmente dipendente dalle notizie provenienti dal Medio Oriente, con i timori in grado di spingere il prezzo anche verso la resistenza di 90 dollari, non lontano dall’area di ipercomprato. Il gas naturale, invece, potrebbe continuare a muoversi lateralmente sotto i 3,5 dollari. Break-out rialzisti non vanno però esclusi a priori.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 87,69 dollari al barire e il gas naturale si trova a 3,148 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI riparte a un passo dalla resistenza intermedia di 88 dollari, il cui superamento garantirebbe un più rapido approccio del target principale, immediatamente successivo, a 90 dollari.
Qualora questo livello di resistenza dovesse rivelarsi particolarmente coriaceo, a causa della pressione ribassista causata dai realizzi, il prezzo del petrolio greggio WTI potrebbe tentare di consolidare sopra gli 88 o 88,5 dollari.
Da qui, sarebbe possibile condurre un serio tentativo di accumulazione verso il target principale già citato di 90 dollari. Molto dipenderà però dalle novità sul conflitto.
Lo scenario fondamentale pare infatti inviare segnali chiaramente rialzisti, al punto che non stupirebbe un rapido ritorno sopra i 90 dollari al barile anche senza la pausa di consolidamento fin qui prospettata. Se invece si dovesse assistere a una de-escalation, il ritracciamento conseguente potrebbe riportare il petrolio greggio nell’area sotto gli 85 dollari.
Anche il gas naturale è strettamente dipendente dalle notizie geopolitiche, ma a differenza del WTI in questo caso i vincoli tecnici e grafici sono più pressanti. Le resistenze a 3,5 e 4 dollari, ad esempio, non sono state testate a dovere e la recente ripresa oltre l’area di stagnazione tra i 2,2 e i 2,8 dollari pare aver terminato la spinta iniziale.
Insomma, per il gas naturale le resistenze successive potrebbero effettivamente rallentare i rialzi nonostante un contesto fondamentale più favorevole. Precisamente, il prezzo potrebbe tentare nuovamente di avvicinarsi a quota 3,5 dollari, senza però superare questo valore (o, tutt’al più, spingendosi tra i 3,5 e i 3,65 dollari).
Di contro, qualsiasi arretramento sotto il supporto intermedio di 3,2 dollari (come sta accadendo al momento della scrittura) potrebbe favorire un ritorno al supporto tondo di 3 dollari e, da lì, sui minimi relativi. Uno scenario tanto bearish pare però inverosimile nel brevissimo termine, ragion per cui fisserei a 3 dollari il limite inferiore del trend laterale attivo in questi giorni.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.