Il metallo giallo continua ad attrarre acquisti, alimentati dalle speranze di una ripresa dei rapporti diplomatici tra Iran e Stati Uniti.
Il prezzo dell’Oro continua a mantenersi su livelli elevati dopo aver raggiunto i massimi delle ultime due settimane, confermando la ripresa anche durante la sessione europea di mercoledì. Il metallo giallo conserva un’impostazione positiva nel breve periodo, sostenuto da un dollaro statunitense leggermente più debole e dalla persistente incertezza geopolitica in Medio Oriente. Allo stesso tempo, però, le crescenti preoccupazioni per un’inflazione alimentata dall’aumento dei prezzi energetici rafforzano le aspettative che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo, limitando così il potenziale di apprezzamento del metallo giallo.
Uno dei principali fattori che sta influenzando il prezzo dell’Oro è l‘evoluzione del confronto tra Stati Uniti e Iran. Da un lato, il mercato guarda con favore ai segnali di apertura diplomatica provenienti da entrambe le parti. I negoziatori dei due Paesi hanno infatti ribadito di non aver interrotto il dialogo, lasciando aperta la possibilità di una soluzione negoziata alla crisi. Il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha confermato che Washington rimane disponibile a proseguire i colloqui, mentre il ministro dell’Interno iraniano ha chiesto al Pakistan di continuare a svolgere un ruolo di mediazione. Queste dichiarazioni hanno temporaneamente ridotto la domanda di biglietto verde come valuta rifugio, favorendo un moderato sostegno al metallo giallo. Tuttavia, il quadro geopolitico resta estremamente instabile e continua a rendere elevata la volatilità sui mercati finanziari.
Infatti, mentre sul piano diplomatico proseguono i tentativi di mediazione, sul terreno militare le tensioni non mostrano segnali di allentamento. L’esercito statunitense ha confermato di aver completato l’undicesima notte consecutiva di operazioni contro obiettivi iraniani, colpendo hangar per velivoli e depositi di droni. Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti continueranno a colpire qualsiasi infrastruttura che possa contribuire alla ricostruzione del programma nucleare iraniano.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.121,81 $, in rialzo dell’1,09% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale dei 4.093,368 $; dal punto di vista tecnico, il break-out confermato permetterebbe ai tori di aumentare la loro pressione, spingendo il metallo giallo verso la resistenza chiave dei 4.200 $, unico grosso ostacolo prima di rivedere la quotazione in zona livello annuale dei 4.298,533 $.
Viceversa, un pullback e conseguente chiusura ribassista sotto il livello annuale dei 4.093,368 $ potrebbe dar inizio ad una correzione SHORT, con gli orsi che potrebbe spingere il metallo giallo verso il livello psicologico dei 4.000 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.