L’Argento si mantiene poco sotto i 60 $, nonostante l’aumento del prezzo del greggio che alimenta i timori di inflazione globale.
Il prezzo dell’Argento continua a mostrare una buona tenuta nella sessione europea di mercoledì, con le quotazioni che si mantengono poco sopra i 59,30 $, in rialzo di quasi l’1% rispetto alla seduta precedente. Il metallo prezioso beneficia ancora della forte domanda di beni rifugio alimentata dalle crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, un fattore che sta compensando le pressioni negative derivanti dall’aumento delle aspettative di inflazione e dalla prospettiva di una politica monetaria restrittiva da parte delle principali Banche Centrali.
Il quadro di mercato rimane caratterizzato da forze contrapposte. Da un lato, l’incertezza internazionale continua a favorire gli acquisti di Argento, tradizionalmente considerato un bene rifugio nei momenti di maggiore instabilità. Dall’altro, il forte rialzo dei prezzi dell’energia rischia di alimentare una nuova fase inflazionistica, aumentando le probabilità che Federal Reserve e Banca Centrale Europea mantengano tassi di interesse elevati più a lungo del previsto, uno scenario generalmente meno favorevole per i metalli preziosi.
Tra i principali elementi che stanno influenzando il mercato figura il nuovo rally del Petrolio WTI, salito fino a oltre gli 87 $ al barile. La spinta arriva principalmente dall’aggravarsi delle tensioni lungo una delle rotte marittime più strategiche per il commercio mondiale dell’energia. La chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb ha infatti riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture globali di petrolio, e questo passaggio rappresenta un collegamento fondamentale tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, attraversato ogni giorno da un numero elevato di petroliere dirette verso Europa e Asia.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 59,383 $, in rialzo dello 0,99% ed pieno consolidamento rialzista dopo l’inversione di tendenza sfruttando anche il rimbalzo dal livello annuale dei 56,172 $; dal punto di vista tecnico una chiusura positiva sopra il livello chiave dei 59 $ spingerebbe i tori ad aumentare la loro pressione e raggiungere prima il livello psicologico dei 60 $ e successivamente il livello annuale dei 62,746 $.
Al ribasso, un ritorno della pressione degli orsi verrebbe visto solo a seguito di una decisa chiusura sotto il livello annuale dei 56,172 $, con i ribassisti che e quel punto spingeranno l’Argento verso il livello chiave dei 54 $, aggiornando i minimi annuali.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.