Il petrolio greggio non arretra ancora e conferma anzi la sua spinta rialzista, mentre il gas naturale passa di mano in calo sotto il supporto intermedio di 3,20 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la scorsa sessioni di scambi ancora in territorio sostanzialmente rialzista, sebbene in lieve calo rispetto alla seduta precedente. L’impostazione resterà bullish fino alla tenuta del supporto di 62 dollari e l’obiettivo principale a 65 dollari rimane nel mirino.
Quanto al gas naturale, il supporto a 3 dollari tondi sta riuscendo, per il momento, a limitare l’estensione dei ribassi. Una rottura oltre questo target segnerebbe l’ingresso in territorio più spiccatamente ribassista, dunque attenzione a nuovi test del supporto.
Intanto, oggi al momento nella scrittura, il prezzo del petrolio greggio WTI segna esattamente 64,35 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,117 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI si mantiene piuttosto stabile e conferma la sua impostazione rialzista. A mancare è quella spinta necessaria a ritrovare i massimi relativi a 66,20 dollari circa, a causa del raffreddamento (ancora lieve e parziale) delle tensioni internazionali in Medio Oriente.
Nel contesto attuale, sono i colloqui tra USA e Iran a rappresentare il catalizzatore dell’attenzione mondiale, con il ruolo ancora incerto di Israele. Nelle scorse ore, infatti, Teheran ha invitato gli Stati Uniti a negoziare senza lasciarsi condizionare dalla posizione di Israele, mentre ad Oman alcuni fonti sottolineano che possa tenersi un incontro decisivo.
In questa fase di cauta attesa, non stupisce che il WTI rimanga piuttosto piatto, sebbene con una spiccata direzionalità rialzista. L’estensione laterale può essere fissata tra i 60 e i 65/65,80 dollari al barile, dunque appena sopra il supporto principale e a breve distanza dal massimo relativo già citato.
Il gas naturale statunitense è riuscito a riprendere quota dopo aver testato il supporto intermedio di 3,060 dollari a causa del picco di esportazioni di gas naturale liquefatto. La ripresa dopo due sessioni di perdite consecutive rimane però piuttosto limitata e una tappa decisiva sarà rappresentata dal superamento stabile del livello di 3,20 dollari.
Solo dopo aver consolidato oltre questo target, il gas naturale potrà tentare di spingersi sulle resistenze intermedie a 3,335 e 3,50 dollari.
Le prospettive ribassiste, invece, prenderanno infine forma in caso di break-out oltre i 3 dollari tondi. In tal caso, il livello immediatamente successivo a 2,80$ potrebbe non essere sufficiente a frenare l’ondata di vendite.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.