Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano ancora in territorio rialzista, mentre il gas naturale arretra ulteriormente dai 3,20 dollari precedenti.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sopra la resistenza intermedia di 64 dollari al barile e dunque ancora stabile e pronto a nuovi test rialzisti, se la spinta attuale dovesse proseguire.
Quanto al gas naturale, l’ultimo arretramento potrebbe rivelarsi decisivo, perché la commodity è adesso in calo ben sotto il supporto a 3,20 dollari e potrebbe avvicinarsi al target tondo di 3 dollari.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI passa di mano a 64,30 dollari al barile e il gas naturale segna esattamente 3,080 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a mirare all’obiettivo rialzista di 65 dollari, il cui raggiungimento rimane ancora assolutamente plausibile nel breve termine. Già la scorsa settimana, l’obiettivo in questione è stato testato prima di un nuovo arretramento.
Un superamento definitivo del target a 65 dollari imporrebbe un consolidamento poco sopra questa soglia, per scongiurare i naturali ritracciamenti che scaturiscono dal test di nuovi massimi relativi. In caso di tenuta, dopo aver costruito un solido supporto il petrolio greggio texano potrebbe guardare ai livelli successivi di 65,80 e 66,20 dollari.
Quanto allo scenario ribassista, fissiamo a quota 63,50 e 62,80 dollari i primi supporti di rilievo.
Il prezzo del gas naturale passa di mano poco sopra il supporto di 3 dollari tondi e dovrà cercare di difendere proprio questo target, per scongiurare un break-out ribassista di proporzioni ben più ampie. In caso di crollo, infatti, la commodity potrebbe spingersi fin sotto il livello di 2,80 dollari, per ritestare minimi relativi toccati l’ultima volta a Settembre 2025.
Le prospettive di ripresa partono invece da un ritorno sopra i 3,20 dollari, con possibili estensioni verso quota 3,28 e 3,335 dollari. Tutti gli indicatori tecnici più rilevanti sono posti ben oltre questi valori, in ragione del rally di fine gennaio. Per l’analisi di brevissimo termine, preferisco però fissare limiti rialzisti più conservativi e pongo a 3,50 dollari l’obiettivo principale.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.