Il Petrolio WTI rimane sostenuto grazie alle persistenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, ma il potenziale rialzista potrebbe essere limitato da eventuali progressi diplomatici.
Il prezzo del Petrolio WTI prova a mantenere un tono costruttivo nelle prime ore di contrattazione europea, confermando la scia positiva settimanale. Dopo settimane caratterizzate da movimenti irregolari e repentini cambi di direzione, l’Oro nero sembra aver ritrovato un punto di equilibrio temporaneo, sostenuto soprattutto dal permanere di rischi geopolitici che impediscono ai venditori di assumere un controllo pieno.
Al centro dell’attenzione rimane la relazione complessa tra Stati Uniti e Iran. Ogni notizia che suggerisce un possibile irrigidimento del confronto tende a riaccendere immediatamente il premio al rischio incorporato nei prezzi dell’Oro nero. Gli operatori sanno bene che l’area del Golfo Persico rappresenta uno snodo fondamentale per il traffico mondiale di greggio e che qualsiasi minaccia alla libertà di navigazione potrebbe avere ripercussioni rapide sulla disponibilità di barili sul mercato internazionale.
Allo stesso tempo, però, la situazione è tutt’altro che lineare. Accanto ai segnali di tensione continuano ad arrivare indicazioni di canali diplomatici ancora aperti. I colloqui proseguono, i messaggi pubblici restano ambigui e questo doppio binario genera volatilità sul Petrolio WTI. Il risultato è un mercato che fatica a prendere una direzione definitiva: da una parte la prudenza invita a mantenere una componente di copertura, dall’altra l’idea che si possa evitare un’escalation limita l’entusiasmo dei compratori.
In questo contesto, gli investitori guardano con particolare interesse ai dati sulle scorte statunitensi. Le rilevazioni settimanali rappresentano un termometro immediato dell’equilibrio tra domanda e offerta nel più grande consumatore mondiale di energia. Un calo marcato delle riserve di Oro nero viene spesso interpretato come segnale di consumi solidi o di flussi produttivi meno abbondanti, elementi che tendono a favorire il rialzo del prezzo. Viceversa, accumuli inattesi possono rapidamente raffreddare il sentiment.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 64,20 $, in rialzo settimanale dell’1,02% e molto vicino al livello annuale dei 64,84 $, importante ostacolo che da diversi mesi sta fungendo da barriera per una continuazione rialzista. Difatti, un netto superamento di tale livello annuale permetterebbe ai tori di spingere il Petrolio WTI al rialzo, puntando prima a consolidarsi sopra il livello chiave dei 66 $ e successivamente a raggiungere il livello annuale dei 67,89 $.
Al ribasso, invece, una chiusura decisa al i sotto del livello chiave dei 63 $ permetterebbe un deciso ingresso degli orsi, i quali punteranno a spingere l’Oro nero verso il livello annuale dei 61,08 $, il principale target SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.