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Il metallo giallo raggiunge nuovi massimi di oltre 2 mesi, mentre il biglietto verde perde slancio e i rendimenti del Tesoro statunitense scendono.
Il prezzo dell’Oro accelera con decisione nella sessione di mercoledì, recuperando completamente le perdite registrate nella giornata precedente e tornando sopra i 4.450 $. Il metallo giallo beneficia soprattutto del forte arretramento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e della contemporanea debolezza del dollaro USA.
Il principale catalizzatore del movimento è arrivato dal mercato obbligazionario statunitense. Il Tesoro USA ha annunciato un ampliamento del programma di riacquisto dei titoli governativi a lunga scadenza, con l’obiettivo di migliorare la liquidità del mercato. La reazione è stata immediata: il rendimento del Treasury decennale è sceso di oltre 5 punti base, mentre quello del trentennale ha perso quasi 9 punti base.
La dinamica rappresenta un fattore particolarmente favorevole per il prezzo dell’Oro. La commodity, infatti, non offre cedole o interessi e tende quindi a diventare relativamente più interessante quando diminuiscono i rendimenti delle obbligazioni governative. Il rapido arretramento dei tassi a lunga scadenza ha pertanto favorito nuovi flussi verso il metallo giallo, contribuendo all’accelerazione delle quotazioni.
Il rally del prezzo dell’Oro trova ulteriore sostegno nel progressivo ridimensionamento delle aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. I dati statunitensi pubblicati dopo la riunione di luglio hanno mostrato segnali di rallentamento sia sul mercato del lavoro sia sul fronte dell’inflazione, riducendo la necessità percepita di un intervento restrittivo immediato. L’attenzione degli investitori si sposta ora sui verbali della riunione di luglio del FOMC, i quali saranno analizzati soprattutto per comprendere quanto fosse diffusa all’interno della Federal Reserve la preoccupazione per le pressioni inflazionistiche e quanto forte fosse, prima degli ultimi dati macroeconomici, il sostegno a un ulteriore aumento del costo del denaro.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.456,40 $, in rialzo del 2,81% ed in pieno tentativo di rompere al rialzo la fase laterale in atto da oltre una settimana; dal punto di vista tecnico si attende solo una chiusura sopra i 4.415 $ che permetterebbe ai tori di poter aumentare la loro pressione e spingere la commodity prima verso il livello chiave dei 4.500 $ e successivamente verso il livello annuale dei 4.550,15 $.
Viceversa, un ritorno all’interno della fase laterale e una successiva chiusura negativa potrebbero spingere gli orsi del metallo giallo ad iniziare un primo approccio, confermato probabilmente a seguito di chiusura sotto il livello annuale dei 4.298,533 $, che porterebbe il prezzo a ritestare almeno il livello chiave die 4.200 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.