Il metallo giallo registra un forte rialzo nella sessione di mercoledì, alimentato dalle speranze di un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, che pesano sul biglietto verde.
Il prezzo dell’Oro continua a muoversi in territorio positivo e raggiunge i livelli più elevati delle ultime due settimane, avvicinandosi alla soglia dei 4.200 $. Il recupero del metallo giallo è sostenuto principalmente dall’indebolimento del dollaro statunitense e dal ridimensionamento delle aspettative di una politica monetaria particolarmente restrittiva da parte della Federal Reserve. Allo stesso tempo, gli investitori continuano a monitorare con attenzione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e i prossimi dati macroeconomici statunitensi, elementi destinati a determinare la direzione del mercato nel breve periodo.
Uno dei principali fattori a sostegno del prezzo dell’Oro è rappresentato dal calo delle quotazioni del petrolio. Le rinnovate speranze di una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran e le indiscrezioni relative a un possibile accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz hanno contribuito a ridurre il premio di rischio energetico. A ciò si aggiunge la decisione dell’OPEC di aumentare la produzione nei prossimi mesi, elemento che ha favorito una discesa dei prezzi del greggio e, di conseguenza, un ridimensionamento delle aspettative inflazionistiche.
Con prospettive di inflazione meno aggressive, il mercato ha iniziato a ridurre le probabilità di ulteriori strette monetarie da parte della Federal Reserve. Questo scenario ha indebolito il biglietto verde, rendendo il metallo giallo più interessante per gli investitori internazionali e favorendo nuovi acquisti.
Il quadro, tuttavia, resta tutt’altro che unidirezionale. I dati pubblicati negli Stati Uniti continuano infatti a descrivere un’economia che, pur mostrando alcuni segnali di rallentamento, mantiene ancora una discreta solidità. L’indagine JOLTS ha evidenziato un numero di offerte di lavoro pari a 7,359 milioni, leggermente inferiore alle attese e al dato precedente, ma comunque compatibile con un mercato del lavoro ancora resiliente.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.165,83 $, in rialzo del 2,18% ed in pieno tentativo di inversione di tendenza dopo una fase laterale che dura da inizio giugno; dal punto di vista tecnico, l’inversione di tendenza verrà confermata a seguito di una decisa chiusura sopra i 4.150 $ che permetterebbe ai tori di raggiungere prima il livello chiave dei 4.200 4 e successivamente il livello annuale dei 4.298,533 $.
Al ribasso, un ritorno degli orsi verrebbe visto probabilmente a seguito di una chiusura negativa sotto i 4.150 $, con il livello annuale dei 4.093,368 $ e il livello psicologico dei 4.000 $ a fungere da principali obiettivi SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.