Il metallo giallo inizia la nuova settimana con una nota positiva, sebbene manchi ancora quella spinta decisiva da parte degli operatori rialzisti.
Il prezzo dell’Oro continua a muoversi con cautela nelle prime contrattazioni della settimana, mantenendosi al di sotto del livello chiave 4.100 $. Dopo il tentativo di recupero visto in apertura, il metallo giallo fatica a trovare lo slancio necessario per estendere il rialzo, frenato dal moderato rafforzamento del dollaro statunitense. Nonostante ciò, il quadro di fondo rimane equilibrato: da un lato il biglietto verde recupera parte del terreno perso nelle ultime sedute, dall’altro il progressivo ridimensionamento delle aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve continua a fornire sostegno alle quotazioni del metallo giallo.
Il principale elemento che sta influenzando il sentiment degli investitori è il miglioramento dello scenario geopolitico in Medio Oriente. Secondo le ultime indiscrezioni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe sospeso gli attacchi pianificati contro l’Iran dopo i progressi registrati nei colloqui diplomatici sul programma nucleare di Teheran e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. La prospettiva di una soluzione negoziata ha ridotto la domanda di beni rifugio e contribuito a raffreddare il recente rally delle materie prime energetiche.
A rafforzare questo scenario contribuisce anche la decisione dell’OPEC di aumentare la produzione di petrolio a partire da settembre. L’incremento dell’offerta ha provocato una flessione delle quotazioni del greggio, attenuando i timori di una nuova ondata inflazionistica alimentata dall’energia. Per il prezzo dell’Oro si tratta di un fattore potenzialmente positivo, poiché un’inflazione meno aggressiva riduce la probabilità che la Federal Reserve sia costretta ad adottare una politica monetaria ancora più restrittiva.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.059,405 $, in ribasso dello 0,35% ed all’interno di una fase di lateralità ma il posizionamento sotto il livello annuale dei 43093,368 $ lascia presagire un tono maggiormente ribassista; tuttavia, il vero input ribassista è solo una decisa chiusura negativa sotto il livello psicologico dei 4.000 $ che spingerebbe gli orsi del metallo giallo a raggiungere il livello chiave dei 3.900 $.
Viceversa, un ritorno del movimento rialzista verrebbe considerato probabilmente solo a seguito di una decisa chiusura positiva sopra il livello chiave dei 4.100 $, con la resistenza chiave dei 4.200 $ e il livello annuale dei 4.298,533 $ che rappresentano i principali obiettivi LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.