Il metallo giallo attira qualche operatore rialzista nella prima sessione settimanale, mentre il biglietto verde fatica ad attrarre investitori.
Il prezzo dell’Oro apre la settimana con un moderato recupero, mantenendosi stabilmente sopra il livello psicologico dei 4.000 $ dopo aver toccato nelle precedenti sedute un minimo in area 3.960 $. Il rimbalzo è favorito principalmente dall’indebolimento del dollaro statunitense, che rende il metallo giallo più conveniente per gli investitori internazionali. Nonostante ciò, il contesto macroeconomico e geopolitico continua a suggerire prudenza, poiché le aspettative di una Federal Reserve ancora orientata a mantenere una politica monetaria restrittiva potrebbero limitare ulteriori progressi delle quotazioni.
Il principale fattore che sostiene il prezzo dell’Oro nel breve periodo è la lieve debolezza del biglietto verde. Dopo il recente rafforzamento, il dollaro USA sta attraversando una fase di consolidamento, consentendo al metallo giallo di recuperare parte delle perdite accumulate nei giorni precedenti. Tuttavia, il movimento appare per ora più tecnico che strutturale, con gli operatori ancora restii a costruire posizioni rialziste di lungo periodo.
A frenare l’entusiasmo degli investitori sono soprattutto le prospettive sui tassi d’interesse statunitensi. Sebbene l’inflazione abbia mostrato alcuni segnali di rallentamento negli ultimi mesi, diversi esponenti della Federal Reserve continuano a sottolineare come il percorso verso il ritorno al target del 2% sia ancora lontano. Questo mantiene vive le aspettative che la Banca Centrale statunitense possa mantenere il costo del denaro elevato più a lungo, o addirittura valutare nuovi rialzi qualora le pressioni inflazionistiche dovessero riaccendersi.
Un ruolo determinante continua ad averlo anche la crisi in Medio Oriente. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto una nuova fase di intensità, contribuendo ad aumentare il premio per il rischio sui mercati finanziari. Secondo le ultime informazioni, gli Stati Uniti hanno completato una nuova serie di operazioni militari contro obiettivi iraniani, dichiarando di voler ridurre la capacità offensiva di Teheran e proteggere la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.019,75 $, in rialzo dello 0,06% ed in pieno tentativo di rimbalzo sopra il livello psicologico dei 4.000 $ che, se confermato, permetterebbe ai tori di poter aumentare le loro posizioni al fine di raggiungere almeno di raggiungere il livello annuale dei 4.093,368 $; un superamento di tale livello permetterebbe al metallo giallo di poter raggiungere la resistenza chiave dei 4.200 $.
Viceversa, un posizionamento negativo sotto i 4.000 $ spingerebbe gli orsi ad aumentare la loro pressione, spingendo la commodity verso il primo obiettivo SHORT rappresentato dal livello chiave dei 3.900 $, il cui superamento aprirebbe le porte per un veloce raggiungimento del livello annuale dei 3.810,783 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.