Tradotto con IA
I trader di Bitcoin (BTC) osservano il dollaro USA oscillare su un livello che in passato ha coinciso con due dei suoi maggiori rally ciclici.
L’Indice del Dollaro USA (DXY) è scambiato vicino a 96,3, estendendo un più ampio trend ribassista che si è accelerato durante fasi di stress macro. I trader hanno collegato questa debolezza a flussi globali in cambiamento mentre i mercati rivedono i rischi legati ai dazi, le aspettative di crescita e il posizionamento cross-asset legato al Giappone.
Un rafforzamento dello yen e le periodiche dinamiche di unwind del carry trade sullo yen possono irrigidire le condizioni di rischio globali e costringere a pulizie di posizioni su cambi e azioni, movimenti che spesso si riversano anche sul mercato del dollaro.
In questo contesto, il DXY si trova ora a ridosso di 96, un livello che in cicli precedenti ha rappresentato un importante punto di inflessione.
Quando il DXY l’ultima volta è sceso sotto 96, Bitcoin è salito da circa $2.000 a $20.000 nell’arco di sei mesi nel 2017. Nel 2020, una simile rottura del dollaro ha preceduto la corsa di BTC da circa $10.000 a $64.000 in nove mesi, un rialzo di circa il 540%.
Nel 2020, tassi d’interesse vicini allo zero, un massiccio quantitative easing e ingenti stimoli fiscali hanno spinto al ribasso i rendimenti reali e rilanciato il trade sul “fiat debasement”, portando BTC a salire insieme ad altri asset rischiosi.
In confronto, l’attuale contesto macro è più restrittivo. I tassi e i rendimenti reali sono più elevati, e lo unwind del carry sullo yen o shock legati ai dazi possono rendere i mercati risk-off.
Tuttavia, gli ETF e la domanda istituzionale di BTC potrebbero compensare in parte questo effetto se le attese sulla politica della Federal Reserve virassero verso un allentamento. Ciò potrebbe innescare flussi di capitale verso il mercato di Bitcoin, aumentando le probabilità di raggiungere $150.000 nel 2026, come suggerivano le nostre previsioni annuali su BTC.
I trader monitorano anche la performance di Bitcoin rispetto all’oro, un rapporto che alcuni considerano un indicatore ciclico a lungo termine più pulito rispetto a BTC/USD.
Prezziato in oro, il rapporto BTC/XAU si è storicamente riportato verso la sua media mobile 200-2W circa una volta ogni quattro anni.
La coppia si sta muovendo nuovamente verso quel riferimento, riaccendendo i paragoni con le precedenti fasi di “reset” in cui la sotto-performance di Bitcoin rispetto all’oro rallentò prima che BTC entrasse in una nuova fase di espansione.
A mio avviso, i partecipanti al mercato tipicamente trattano la prova della media 200-2W come una zona che richiede conferme piuttosto che come un segnale d’acquisto immediato, dato che il rapporto può restare depresso per periodi prolungati.
Tuttavia, la ripetuta tempistica di questi ritorni ha mantenuto il livello sotto il radar dei trader come potenziale punto di svolta macro.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.