Il Petrolio WTI continua a salire e supera i 90 $, influenzato dalle deboli speranze di una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran.
Il prezzo del Petrolio WTI continua a registrare una delle fasi rialziste più intense delle ultime settimane, estendendo il proprio rally per la quinta seduta consecutiva e riuscendo a superare il livello psicologico dei 90 $ al barile, sostenuto principalmente dal crescente rischio di interruzioni dell’offerta energetica mondiale e dall’assenza di concreti progressi diplomatici nel conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Il mercato continua, infatti, a incorporare un elevato premio per il rischio geopolitico. Gli operatori ritengono sempre meno probabile una soluzione negoziata nel breve termine e questo mantiene forte la pressione rialzista sull’Oro nero, soprattutto dopo i nuovi sviluppi militari registrati nella regione del Golfo.
Uno dei principali fattori che sostiene il rialzo del Petrolio WTI è rappresentato dalla contemporanea chiusura di due delle rotte marittime più strategiche per il commercio mondiale dell’energia. Da una parte, l’Iran continua a limitare il traffico nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale. Dall’altra, gli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, hanno bloccato il traffico nello Stretto di Bab el-Mandeb, accesso meridionale al Mar Rosso e passaggio fondamentale per le spedizioni dirette verso Europa e Mediterraneo.
La combinazione di questi due blocchi interessa complessivamente una quota vicina al 27% dell’approvvigionamento energetico globale, alimentando forti timori sulla capacità del mercato di mantenere un flusso regolare di Oro nero verso i principali Paesi importatori. In un contesto già caratterizzato da scorte limitate e domanda ancora sostenuta, qualsiasi ulteriore interruzione delle forniture potrebbe provocare nuovi rialzi delle quotazioni.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 90,43 $, in rialzo del 4,15% e molto vicino al raggiungimento del livello annuale dei 90,73 $; un raggiungimento e superamento di tale livello annuale suggerirebbe ancora una forte predominanza dei tori, i quali a quel punto tenteranno di raggiungere il successivo livello annuale dei 93,68 $.
Viceversa, un rientro degli orsi verrebbe visto probabilmente a seguito di chiusura in territorio negativo sotto il livello psicologico dei 90 $, con i ribassisti che cercheranno a raggiungere il livello annuale degli 86,87 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.