Il Petrolio WTI oscilla in territorio negativo nelle prime due sessioni settimanali, mentre gli operatori attendono ulteriori sviluppi riguardanti la questione Medio Oriente.
Il prezzo del Petrolio WTI continua a muoversi in prossimità dei massimi dell’ultimo mese, mantenendosi poco sopra la soglia degli 82 $ al barile dopo il rally registrato nelle ultime sedute. Nonostante una lieve fase di consolidamento durante la sessione europea di martedì, il quadro di fondo rimane costruttivo e suggerisce che il potenziale rialzista dell’Oro nero sia ancora intatto. Gli operatori continuano infatti a monitorare con estrema attenzione gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, che rappresenta il principale fattore capace di influenzare l’andamento del mercato petrolifero.
Il lieve arretramento del Petrolio WTI è legato principalmente alle speranze che possano emergere segnali di una soluzione diplomatica alla crisi in Medio Oriente. Tuttavia, al momento non esistono ancora elementi concreti che confermino una reale de-escalation del conflitto. Per questo motivo gli investitori continuano a incorporare nelle quotazioni un significativo premio per il rischio geopolitico, limitando qualsiasi tentativo di correzione più marcata.
Il mercato resta come sempre sensibile agli sviluppi nello Stretto di Hormuz, il principale punto di transito di Oro nero mondiale. Le restrizioni al traffico marittimo e il rischio di nuove interruzioni delle esportazioni continuano infatti a rappresentare una delle principali preoccupazioni per gli operatori. Qualsiasi ostacolo alla libera circolazione delle petroliere potrebbe ridurre ulteriormente l’offerta disponibile sui mercati internazionali e sostenere il Petrolio WTI nel breve termine.
A rafforzare questo scenario contribuiscono anche le ultime mosse degli Houthi, il gruppo armato yemenita sostenuto dall’Iran. I ribelli hanno annunciato un embargo marittimo immediato nei confronti dell’Arabia Saudita, dichiarando di voler colpire gli interessi del Regno nel Mar Rosso. L’iniziativa aumenta ulteriormente i rischi per il commercio energetico internazionale, estendendo le tensioni ben oltre lo Stretto di Hormuz e coinvolgendo un’altra delle principali rotte utilizzate per il trasporto di Oro nero.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 82,05 $, in ribasso settimanale dello 0,53% ed al centro tra due livelli annuali, 80,78/84,13 $ che suggeriscono che solo un break-out ci suggerirà la futura direzionalità della commodity; infatti, una chiusura sopra il livello annuale degli 84,13 $ permetterebbe ai tori di continuare a spingere il Petrolio WTI al rialzo e raggiungere così il successivo livello annuale degli 86,87 $.
Viceversa, una chiusura al di sotto del livello annuale degli 80,78 $ suggerirebbe un possibile cambio di rotta dell’Oro nero, con gli orsi che potrebbe iniziare a mettere pressione e spingere la commodity prima verso il livello annuale dei 77,84 $ e successivamente quello dei 75,26 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.