Il Petrolio WTI registra un leggero calo nonostante l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz dovrebbero sostenere il greggio.
Il prezzo del Petrolio WTI continua a muoversi poco sotto la soglia degli 80 $ al barile, mantenendosi vicino ai massimi delle ultime settimane nonostante una lieve fase di consolidamento durante la sessione europea. Dopo il forte rally registrato negli ultimi giorni, gli operatori stanno adottando un atteggiamento più prudente, preferendo attendere ulteriori sviluppi sul fronte geopolitico prima di incrementare nuovamente l’esposizione sul mercato energetico. Tuttavia, il quadro di fondo rimane favorevole alle quotazioni dell’Oro nero, sostenute da un rischio geopolitico ancora estremamente elevato.
Il principale fattore che continua a sostenere il Petrolio WTI è l’intensificarsi dello scontro tra Stati Uniti e Iran. Le operazioni militari si sono infatti ampliate nel corso della settimana, aumentando le preoccupazioni degli investitori riguardo alla sicurezza delle forniture energetiche globali. Le forze statunitensi hanno lanciato una nuova serie di attacchi mirati contro infrastrutture militari iraniane, colpendo basi missilistiche e siti utilizzati per il lancio di droni. Teheran ha risposto con attacchi di rappresaglia contro installazioni militari collegate agli Stati Uniti presenti nell’area del Golfo Persico, alimentando ulteriormente il clima di tensione.
A rendere il quadro ancora più delicato contribuisce la situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. Attraverso questa rotta transita circa un quinto dell’offerta mondiale di greggio, motivo per cui qualsiasi minaccia alla navigazione viene immediatamente riflessa nelle quotazioni del mercato energetico. Le recenti restrizioni imposte dagli Stati Uniti ai porti iraniani e le difficoltà operative nello stretto continuano quindi a rappresentare un importante fattore di sostegno per l’Oro nero.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 79,33 $, in ribasso dello 0,34% e con gli orsi che sono sul punto di frenare il rialzo e al tempo stesso di invertire la tendenza sfruttando il rimbalzo (e falsa rottura LONG) del livello annuale degli 80,78 $; dal punto di vista tecnico si attende solo una chiusura sotto i 79,50 $, con i ribassisti che a quel punto tenteranno di raggiungere il primo obiettivo SHORT rappresentato dal livello annuale dei 77,84 $.
Viceversa, una chiusura positiva sopra il livello psicologico degli 80 $ darebbe il via al terzo tentativo dei tori di sfondare il muro del livello annuale degli 80,78 $ che, se confermato, permetterebbe al Petrolio WTI di raggiungere la resistenza chiave degli 82 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.