L’Argento balza sopra i 61,50 $ grazie al calo del prezzo del greggio, con gli investitori che però nutrono ancora dubbi sulla libertà di navigazione per lo Stretto di Hormuz.
Il prezzo dell’Argento torna protagonista sui mercati finanziari e si riporta sopra i 61,50 $ l’oncia, registrando i livelli più elevati dell’ultimo mese. Il recupero del metallo prezioso è favorito soprattutto dalla forte discesa delle quotazioni del petrolio, che sta contribuendo a ridimensionare le aspettative di inflazione globale e, di conseguenza, le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte delle principali Banche Centrali.
Nelle ultime sedute il sentiment degli investitori è migliorato grazie alle indiscrezioni relative a un possibile accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, secondo cui un’intesa potrebbe arrivare nel giro di pochi giorni, hanno alimentato le speranze di una progressiva normalizzazione delle rotte energetiche internazionali. Questo scenario ha avuto un impatto immediato sul mercato del greggio. Il Petrolio WTI continua infatti a perdere terreno, riportandosi in area 75 $, dopo i forti ribassi registrati nelle ultime settimane. La prospettiva di una maggiore disponibilità di petrolio sul mercato, unita alla decisione dell’OPEC+ di incrementare la produzione nei prossimi mesi, ha ridotto significativamente il premio di rischio energetico.
Per il metallo prezioso, il calo del petrolio rappresenta un elemento particolarmente favorevole. Prezzi energetici più bassi contribuiscono infatti ad attenuare le aspettative di inflazione, riducendo la necessità per le Banche Centrali di mantenere politiche monetarie particolarmente restrittive. In un contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari meno elevati e da un dollaro meno forte, gli asset privi di rendimento come il metallo prezioso tendono a diventare più competitivi agli occhi degli investitori.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 61,816 $, in rialzo del 3,86% e molto vicino a raggiungere il livello annuale dei 62,746 $, che permetterebbe ai tori di poter gettare le basi per una possibile inversione di tendenza rompendo al rialzo la fase laterale iniziata a fine giugno. Una conferma più solida del cambio di scenario arriverebbe probabilmente con una chiusura decisa sopra 62,746 $. In tal caso, la commodity potrebbe estendere il movimento rialzista verso il primo obiettivo di breve termine, individuato in area 65 $.
Al contrario, un ritorno della pressione ribassista e la conseguente prosecuzione della fase laterale troverebbero conferma con una chiusura sotto 61 $. In questo scenario, il livello psicologico dei 60 $ e il livello annuale di 56,172 $ rappresenterebbero i principali obiettivi al ribasso.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.