L’Argento ritraccia in area 61,70 $ ma i bassi prezzi del greggio e la debolezza del dollaro statunitense hanno finora limitato i tentativi di ribasso.
Il prezzo dell’Argento rallenta la propria corsa dopo due sedute di forti rialzi e consolida le quotazioni intorno ai 61,70 $ l’oncia, dopo aver incontrato una solida resistenza intorno al livello annuale dei 62,746 $. Il metallo prezioso resta comunque ben impostato nel breve periodo, con i venditori che, almeno per il momento, non sembrano avere la forza necessaria per invertire il trend rialzista sviluppatosi nelle ultime giornate. Dopo un guadagno vicino al 7% in appena due sedute, una fase di consolidamento appare fisiologica e potrebbe rappresentare una semplice pausa prima del prossimo movimento direzionale.
A sostenere l’attuale quadro rimangono il progressivo indebolimento del biglietto verde e il calo dei rendimenti obbligazionari americani, due fattori storicamente favorevoli all’Argento e più in generale all’intero comparto dei metalli preziosi. Anche il ridimensionamento delle quotazioni del petrolio contribuisce ad attenuare i timori di nuove pressioni inflazionistiche, riducendo così le aspettative che la Federal Reserve possa adottare una politica monetaria ancora più restrittiva nei prossimi mesi.
Nelle ultime sedute il mercato ha infatti rivisto le probabilità di un nuovo rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti dopo una serie di dati macroeconomici inferiori alle attese. Le statistiche pubblicate questa settimana hanno evidenziato un rallentamento dell’economia americana, aumentando l’incertezza in vista del rapporto ufficiale sul mercato del lavoro, i Nonfarm Payrolls, in calendario venerdì.
Gli investitori ritengono che un dato occupazionale più debole potrebbe confermare il raffreddamento dell’economia statunitense e rafforzare l’ipotesi che la Federal Reserve mantenga un approccio più prudente nei prossimi mesi. Questo scenario ha già iniziato a riflettersi sul mercato obbligazionario, dove i rendimenti hanno registrato un netto arretramento.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 61,76 $, in ribasso dello 0,46% e mostra segnali di una possibile nuova fase ribassista di breve periodo all’interno del movimento laterale in corso da metà giugno, dopo la reazione registrata in prossimità del livello annuale dei 62,746 $. Una chiusura confermata al di sotto del livello chiave dei 62 $ consentirebbe ai venditori di intensificare la pressione, aprendo la strada dapprima verso la soglia psicologica dei 60 $ e, successivamente, verso il livello annuale dei 56,172 $.
Sul fronte rialzista, soltanto una chiusura decisa al di sopra del livello annuale dei 62,746 $ permetterebbe agli acquirenti di rafforzare le proprie posizioni e favorire l’uscita dall’attuale fase laterale. In questo scenario, i successivi obiettivi sarebbero individuabili prima in area 64 $ e poi in corrispondenza del livello chiave dei 66 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.