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Nikkei 225 si trova ora in una posizione più complessa dopo che la Banca del Giappone (BOJ) ha lasciato i tassi d’interesse invariati ma ha lanciato un messaggio più netto sull’inflazione. La decisione ha dato un sollievo immediato agli investitori, ma le parole del governatore della BOJ, Kazuo Ueda, non sono state del tutto accomodanti. La banca centrale giapponese ha rivisto al rialzo le sue proiezioni sui prezzi e ha avvertito che l’aumento dei prezzi del petrolio, causato dalla guerra in Medio Oriente, potrebbe tradursi in una maggiore inflazione di beni e servizi. Questo crea un ambiente sfidante per le azioni giapponesi, poiché gli investitori dovranno mettere in bilancio la forza degli utili contro la possibilità di rialzi dei tassi.
La BOJ ha mantenuto i tassi fermi, ma la decisione ha rivelato un cambiamento nella banca centrale. Tre dei nove membri hanno votato per un rialzo. Questo è importante per il Nikkei 225 perché indica che le preoccupazioni per l’inflazione stanno crescendo all’interno della BOJ. I partecipanti al mercato potrebbero continuare ad acquistare azioni giapponesi, ma dovranno tenere conto di una probabilità maggiore di un ulteriore rialzo dei tassi nei prossimi mesi.
Il governatore Ueda ha detto che la BOJ ha bisogno di più tempo per valutare gli effetti della guerra in Medio Oriente. Si tratta di un tema cruciale dato che il Giappone dipende fortemente dalle importazioni. L’aumento dei prezzi del petrolio può far salire i costi per imprese, trasporti marittimi, servizi pubblici e famiglie. Se le aziende trasmettessero questi rincari sui prezzi, potrebbe derivarne un aumento dell’inflazione. Questo ridurrebbe la pazienza della BOJ.
La minaccia maggiore per il Nikkei 225 non è solo l’inflazione, ma l’effetto di secondo giro. Un aumento dei prezzi del petrolio potrebbe tradursi in salari più elevati, inflazione nei servizi e un aumento delle aspettative di inflazione a lungo termine, costringendo la BOJ ad irrigidire la politica monetaria. Ciò potrebbe spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi e comprimere le valutazioni. Le azioni growth e gli esportatori potrebbero subire pressione se gli investitori si aspettano uno yen più forte e un contesto di finanziamento più restrittivo.
Il Giappone è direttamente colpito dalla guerra in Medio Oriente. Ueda ha detto che la BOJ non si aspetta una crisi petrolifera alla fine degli anni ’70, ma ha anche affermato che il tasso di politica monetaria del Giappone è sotto il livello neutro. Ciò significa che la BOJ potrebbe dover intervenire se l’inflazione si dimostrasse più persistente. Per il Nikkei 225, questo influisce sull’appetito per il rischio, soprattutto dopo un rally.
Anche lo Stretto di Hormuz è una variabile. I prezzi del petrolio potrebbero rimanere elevati in caso di ulteriori problemi di approvvigionamento. Ciò avrebbe un impatto maggiore sul Giappone rispetto ad altre grandi economie, dato che il Giappone è un importatore netto di energia. L’aumento dei prezzi del petrolio può mettere sotto pressione i profitti delle imprese e la fiducia dei consumatori. Questo avrà un effetto negativo sulla domanda interna e indurrà gli investitori a diventare più cauti nel mercato azionario.
Ma la visione non è completamente ribassista. La BOJ preferirebbe ignorare l’inflazione da shock di offerta temporaneo. Questo potrebbe impedirle di irrigidire eccessivamente la politica, a meno che l’inflazione non si diffonda in modo più ampio. Se i prezzi del petrolio si stabilizzassero e la minaccia in Medio Oriente si riducesse, il Nikkei 225 potrebbe tornare a beneficiare della crescita degli utili, di uno yen debole e degli afflussi esteri. Tuttavia la mossa successiva dipenderà dal fatto se l’inflazione sarà temporanea o una questione di politica monetaria.
Il grafico a 4 ore del Nikkei 225 mostra che il prezzo si sta consolidando tra 58.000 e 60.000. Una spinta oltre i 60.000 ha provocato una correzione al ribasso. Tuttavia, la fase di consolidamento tra 58.000 e 60.000 indica un’azione di prezzo rialzista. L’emergere di un pattern a fondo arrotondato sopra i 50.000 suggerisce che il prezzo probabilmente romperà verso l’alto una volta concluse queste fasi di consolidamento.
La correzione del Nikkei 225 dal livello di 60.800 è stata determinata dalla resistenza del pattern a cuneo ampio ascendente. Il supporto immediato del Nikkei 225 rimane a 58.000, per cui una correzione verso questo livello probabilmente innescherà un altro rally verso i 62.000. L’emergere di un pattern a cuneo ampio ascendente indica una volatilità in aumento, che può mantenere la pressione rialzista sul Nikkei 225 nel breve termine.
Il Nikkei 225 è sostenuto da solidi utili aziendali, investimenti esteri e segnali tecnici positivi, ma l’allerta inflazione della BOJ ha reso l’indice più vulnerabile ai prezzi del petrolio e ai tassi di interesse. Mercati petroliferi stabili e aspettative d’inflazione più basse potrebbero aiutare l’indice a superare i 60.000 e raggiungere i 65.000. Ma un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio potrebbe mantenere la BOJ cauta e l’appetito per il rischio sotto tono. Pertanto, il livello di 58.000 è un’area importante da monitorare. Finché l’indice rimane sopra questo livello, il quadro di lungo periodo resta costruttivo, ma la volatilità di breve termine potrebbe rimanere elevata. Viceversa, una rottura sotto i 58.000 indicherebbe un ulteriore ribasso verso i 55.000.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.