Tradotto con IA
Stiamo osservando il dollaro australiano adottare un atteggiamento improvviso e proattivo nonostante le trattative high-stakes tra USA e Iran in corso. Pur con il petrolio greggio ostinatamente sopra i $100, AUD/USD sta correndo, comportandosi come un proxy ad alto beta per il rischio globale prima che vengano apposte firme su qualsiasi trattato. Il mercato valutario sta di fatto anticipando una svolta diplomatica che potrebbe finalmente porre fine a questa guerra energetica di nove settimane.
Un catalizzatore primario della resilienza dell’Aussie è lo sgonfiamento dell’Indice del Dollaro (DXY). I resoconti secondo cui Teheran avrebbe consegnato a Washington una nuova proposta tramite il Pakistan per riaprire lo Stretto di Hormuz hanno fatto scivolare il DXY verso 98,27. È una forte spinta favorevole. Pur con la Casa Bianca cauta e il presidente Trump riportato scontento perché il piano eviterebbe la questione nucleare, gli investitori sono affamati di rischio. AUD/USD è il principale beneficiario di questa rotazione. Siamo nel mezzo di uno spostamento significativo in cui la speranza è un motore più potente della reale interruzione fisica nel Golfo.
Non lasciare che il rumore risk-on distragga dal fondamento. La Reserve Bank of Australia (RBA) è intrappolata dall’inflazione guidata dall’energia che si rifiuta di arretrare. Con il CPI headline atteso in aumento nel report di mercoledì, il vantaggio di rendimento sta diventando una calamita per i carry trader. Ho notato che lo spread tra il decennale australiano e il decennale USA si è ampliato a poco oltre i 70,0 punti base. Rendimenti più alti significano un pavimento più solido. Se il dato sull’inflazione dovesse risultare caldo, quasi certamente confermerebbe un terzo rialzo consecutivo di 25 punti base al 4,35%, cancellando completamente i tagli operati nel 2025.
Grafico a linee che confronta le curve dei rendimenti australiane e statunitensi
Fonte: TradingView
Il Renko con dimensione dei mattoni di 0,001 mantiene AUD/USD in una struttura rialzista con bias positivo, nonostante il recente ritracciamento dall’area 0,7180–0,7183. Il prezzo rimane comodamente al di sopra della 500 SMA crescente a 0,70433, mentre il recente rimbalzo da 0,71136 conferma che i compratori stanno ancora difendendo supporti più elevati. Il setup Supertrend è tornato a indicare pressione di breve termine, con il prezzo attualmente vicino a 0,7152, ma questo sembra più una pausa dopo una forte avanzata che una completa inversione di tendenza. Lo slancio si sta raffreddando, non collassando: l’RSI si attesta intorno a 49,33, mentre la Z-score SMA resta positiva a 1,22, mostrando che la pressione al rialzo è ancora presente anche se i compratori perdono parte della forza nel breve periodo. Un recupero oltre 0,7175–0,7183 ridarebbe controllo ai rialzisti ed esporrebbe 0,7221, mentre una rottura sotto 0,71136 indebolirebbe il setup e riporterebbe l’attenzione sulla zona della SMA crescente.
Grafico Renko a mattoni da 0,001 di AUD/USD che mostra l’azione del prezzo sopra la 500-SMA
Livelli chiave di resistenza: 0,7275,0,7405
Percorso a medio termine: Mi aspetto che AUD/USD mantenga la sua traiettoria al rialzo verso la zona 0,72–0,7405, alimentata da una combinazione di coperture di posizioni corte e da una RBA più aggressiva. I rialzi potrebbero arrestarsi vicino alla soglia psicologica di 0,7200, ma finché il supporto pivotale a 0,7114 regge, i rialzisti controllano il mercato. La diplomazia è il motore ora.
Il team di redattori di FXEmpire è formato da analisti professionisti con un'esperienza combinata di oltre 45 anni nei mercati finanziari, che copre molteplici settori come quelli dei mercati azionari, forex, materie prime, futures e criptovalute.