Il cambio euro dollaro oscilla in territorio negativo, con gli investitori che si astengono dall’assumere posizioni significative a causa dell’incertezza della crisi in Medio Oriente.
Il prezzo dell’euro dollaro avvia la settimana con un andamento prudente, mantenendosi al di sotto della soglia di 1,1450 durante la sessione europea di lunedì. Dopo un tentativo di consolidamento sopra i recenti livelli di equilibrio, il fiber perde leggermente terreno a causa del recupero del dollaro statunitense, sostenuto da un miglioramento del sentiment di mercato e dalle aspettative che la Federal Reserve possa mantenere una politica monetaria restrittiva ancora per diversi mesi. Gli investitori, tuttavia, evitano di assumere posizioni troppo aggressive in vista di una settimana ricca di eventi, che vedrà protagonista soprattutto la riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea.
Al momento, il principale elemento di sostegno per il dollaro USA è rappresentato dal recupero del future del biglietto verde (indice DXY), che si mantiene poco sopra quota 100,80 dopo aver archiviato le perdite registrate nelle sedute precedenti. Il rafforzamento del dollaro statunitense avviene nonostante il recente calo dei prezzi del petrolio, segnale che gli operatori stanno privilegiando la ricerca di beni rifugio in un contesto internazionale ancora caratterizzato da forti incertezze geopolitiche.
L’attenzione continua, infatti, a essere rivolta agli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Dopo settimane di escalation militare, i mercati stanno cercando di valutare se possano emergere concreti segnali di de-escalation diplomatica. Qualsiasi progresso nei negoziati contribuirebbe a ridurre il premio per il rischio incorporato nei mercati finanziari, mentre un eventuale peggioramento della situazione potrebbe riportare rapidamente volatilità sia sul mercato energetico che sul fiber.
Il legame tra la crisi in Medio Oriente e l’euro dollaro resta particolarmente stretto. Le tensioni nella regione influenzano direttamente il prezzo del petrolio e, di conseguenza, le aspettative sull’inflazione globale. Se il costo dell’energia dovesse tornare a salire, aumenterebbero le probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi d’interesse elevati più a lungo, uno scenario generalmente favorevole al dollaro statunitense e meno positivo per il fiber.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1418, in ribasso dello 0,17% ed all’interno di una fase di lateralità che dura da oltre 1 mese; dal punto di vista tecnico, una chiusura direzionalità verrà vista solo a seguito di chiusura o sotto 1,1450 o 1,1380; al rialzo, una chiusura sopra la resistenza 1,1450 permetterebbe ai tori di spingere l’euro dollaro prima verso il livello annuale 1,1507 e successivamente il livello psicologico 1,1600.
Al ribasso, una chiusura sotto 1,1380 permetterebbe agli orsi di aumentare la loro pressione e spingere il cambio prima verso il supporto 1,1350 e successivamente verso il livello annuale 1,1253.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.