Il cambio euro dollaro cerca di consolidarsi sopra 1,1400 nonostante l’oscillazione negativa, con l’escalation tra USA e Iran che potrebbe smorzare il sentiment di mercato.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in un ristretto intervallo di prezzo durante la sessione europea di venerdì, mantenendosi in prossimità di 1,1430. Dopo la forte volatilità registrata nelle ultime sedute, il fiber sembra aver trovato una fase di equilibrio, con gli investitori che preferiscono ridurre l’operatività in vista del fine settimana. A condizionare il mercato valutario restano soprattutto l’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran, le prospettive per la politica monetaria della Federal Reserve e le attese sulle prossime decisioni della Banca Centrale Europea.
Il principale elemento di incertezza resta il Medio Oriente. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano infatti a crescere e alimentano il timore di possibili interruzioni delle forniture energetiche globali. Secondo le ultime indiscrezioni, l’Iran avrebbe chiesto alla milizia Houthi in Yemen di prepararsi a bloccare il traffico commerciale nel Mar Rosso nel caso in cui Washington decidesse di colpire infrastrutture energetiche iraniane.
Questa minaccia rappresenta una risposta alle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha ribadito la disponibilità degli Stati Uniti ad aumentare la pressione militare contro Teheran qualora non venissero avviati nuovi negoziati diplomatici. L’ipotesi di un ulteriore deterioramento della situazione continua a mantenere elevata la tensione sui mercati finanziari.
Sul fronte europeo l’attenzione resta concentrata sulla Banca Centrale Europea, dove, nonostante i recenti segnali di rallentamento dell’inflazione, il mercato continua infatti a ritenere possibile il mantenimento di un orientamento prudente da parte della BCE, soprattutto se le tensioni geopolitiche dovessero tradursi in un nuovo aumento dei prezzi energetici. Dal lato statunitense, l’attenzione rimane focalizzata sulle future decisioni della Federal Reserve. Se i prossimi indicatori economici dovessero confermare un rallentamento dell’inflazione senza compromettere la crescita economica, il fiber potrebbe continuare ad apprezzarsi.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1432, in ribasso dello 0,09% ma il posizionamento sopra il livello chiave 1,1400 suggerisce una predominanza della pressione dei tori, i quali tenteranno di superare in breve tempo la resistenza 1,1450 e spingersi verso il livello annuale 1,1507, unico grosso ostacolo prima di rivedere l’euro dollaro in zona livello psicologico 1,1600.
Al ribasso, gli orsi attendono una chiusura sotto il livello chiave 1,1400 prima di aumentare le loro posizioni che permetterebbero ai ribassisti di raggiungere in breve tempo il supporto e area di swing LONG 1,1350 e successivamente, a superamento confermato, il livello annuale 1,1253.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.