Il cambio euro dollaro oscilla in territorio positivo, poco sotto 1,1400, sfruttando il calo della domanda di beni rifugio, tra cui il dollaro statunitense.
Il prezzo dell’euro dollaro apre la settimana mantenendosi in territorio positivo e consolida i recenti guadagni sopra quota 1,1400, sostenuto dal miglioramento del sentiment sui mercati finanziari e dall’indebolimento del biglietto verde, beneficiando anche del ritorno dell’appetito per il rischio dopo i segnali di una possibile de-escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
A favorire il recupero del fiber è soprattutto il calo della domanda di beni rifugio. Dopo settimane dominate dalle preoccupazioni geopolitiche, gli investitori hanno accolto positivamente le notizie relative alla sospensione delle operazioni militari statunitensi contro l’Iran, elemento che ha migliorato il clima generale sui mercati e ridotto l’interesse verso il biglietto verde.
Il miglioramento del sentiment è stato favorito dalle dichiarazioni provenienti da Washington. Nel fine settimana un portavoce dell’esercito statunitense ha confermato che le operazioni contro l’Iran sono state temporaneamente sospese dopo il completamento degli obiettivi militari previsti. Successivamente, l’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha ribadito che il presidente Donald Trump intende lasciare spazio alla diplomazia, pur mantenendo le forze armate pronte a intervenire qualora la situazione dovesse peggiorare.
L’attenuazione delle tensioni ha contribuito a ridurre il premio per il rischio geopolitico che aveva sostenuto il biglietto verde nelle ultime settimane. Anche i prezzi del petrolio hanno mostrato segnali di stabilizzazione, attenuando le preoccupazioni legate a una nuova accelerazione dell’inflazione globale e favorendo così il fiber.
L’attenzione degli investitori resta ora concentrata sulla riunione della Federal Reserve, in programma mercoledì, con il mercato prevede ampiamente che la Banca Centrale statunitense mantenga invariato il costo del denaro. Salvo sorprese, il focus sarà rivolto soprattutto al comunicato ufficiale e alle dichiarazioni del presidente della FED, Kevin Warsh.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1398, in rialzo dello 0,24% ed all’interno da oltre un mese all’interno di una fase laterale, sintomo evidente di una mancanza di un forte catalizzatore di direzionalità; dal punto di vista tecnico, un raggiungimento del livello annuale 1,1507 e successivamente del livello psicologico 1,1600 verrebbe confermato solo a seguito di una decisa chiusura sopra 1,1450.
Viceversa, solo una chiusura sotto 1,1355 permetterebbe all’euro dollaro di dirigersi prima verso la zona dei minimi annuali intorno a 1,1325 e successivamente verso il livello chiave 1,1300.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.