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Il cambio euro dollaro sale leggermente e si attesta sopra 1,1650, sostenuta dalle aspettative restrittive della BCE e dai dati economici.
Il prezzo dell’euro dollaro mantiene un’impostazione positiva nelle prime ore della sessione europea di giovedì, con le quotazioni che si muovono sopra 1,1650. Il fiber continua a beneficiare delle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Banca Centrale Europea, mentre sul fronte statunitense gli investitori attendono indicazioni più precise sulla futura strategia della Federal Reserve.
Il quadro rimane quindi caratterizzato da una potenziale divergenza tra le due principali Banche Centrali. Da una parte, la BCE sembra avvicinarsi a un nuovo aumento dei tassi di interesse; dall’altra, la FED continua a mantenere aperte diverse possibilità dopo gli ultimi dati sull’inflazione americana. Questa differenza nelle aspettative di politica monetaria rappresenta attualmente uno dei principali fattori di sostegno per l’euro dollaro.
La forza relativa dell’euro dollaro trova sostegno soprattutto nella retorica restrittiva proveniente dalla BCE. Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo dell’istituto di Francoforte, ha ribadito che i costi di finanziamento potrebbero dover aumentare ulteriormente, indicando due fattori principali di rischio per l’inflazione: le persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e una crescita economica dell’Eurozona più resistente del previsto.
Proprio la tenuta dell’attività economica europea sta rendendo più credibile la possibilità di un ulteriore intervento sui tassi. I recenti indicatori hanno infatti evidenziato un’accelerazione dell’attività dell’Eurozona, riducendo almeno in parte i timori che una nuova stretta monetaria possa compromettere rapidamente la crescita.
Negli Stati Uniti, invece, gli ultimi dati sull’inflazione non hanno fornito un segnale completamente univoco. Il PCE Core, particolarmente seguito dalla Federal Reserve, si è mantenuto al 3,3% su base annua a luglio, in linea con le aspettative. L’indice PCE complessivo ha invece mostrato pressioni leggermente superiori alle previsioni: su base annua si è attestato al 3,7%, contro il 3,6% previsto, mentre su base mensile è aumentato dello 0,2%, oltre il +0,1% atteso.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1654, in rialzo dello 0,01% ma con gli orsi pronti ad aumentare le loro posizioni nel momento in cui la quotazione scenderà sotto 1,1650; da quel momento in poi, è probabile che i ribassisti spingeranno il cambio verso il livello chiave 1,1600, il cui superamento permetterebbe un raggiungimento del livello annuale 1,1507.
Al rialzo, i tori riprenderanno a mettere pressione all’euro dollaro solo a seguito di una chiusura sopra il livello annuale 1,1692, con la resistenza 1,1750 e il livello psicologico 1,1800 che rappresenteranno i principali obiettivi LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.