Il cambio euro dollaro staziona in leggero territorio negativo nonostante i deboli dati sull'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) statunitense hanno pesato sul biglietto verde.
Il prezzo dell’euro dollaro prova a recuperare terreno dopo le oscillazioni delle ultime sedute, con il cambio che si mantiene in prossimità dell’area di equilibrio osservata a ridosso della fine settimana, sostenuto da un indebolimento generalizzato del biglietto verde che segue la pubblicazione dei prezzi al consumo (IPC) inferiori alle attese. Non si tratta di un movimento esplosivo, ma di una graduale ricomposizione delle posizioni dopo che parte del mercato aveva puntato su una dinamica inflattiva più ostinata.
Il dato mensile sull’inflazione ha mostrato una crescita più contenuta rispetto al mese precedente, mentre il ritmo annuale ha evidenziato un raffreddamento ulteriore. Per molti operatori questo passaggio non equivale automaticamente a un imminente cambio di rotta della Banca Centrale statunitense, ma contribuisce a rafforzare l’idea che il picco delle pressioni sia alle spalle. In un contesto del genere, il biglietto verde tende a perdere parte del premio costruito sulle aspettative di tassi elevati più a lungo. La componente Core ha restituito un quadro meno lineare, dove da un lato la variazione mensile è risultata coerente con le stime, dall’altro il confronto su base annua ha mostrato un leggero arretramento. In altre parole, non c’è stata una sorpresa tale da stravolgere le prospettive, ma abbastanza per alimentare prese di profitto sul dollaro USA dopo la forza vista nelle settimane precedenti.
Per il fiber questo significa avere un vento moderatamente favorevole, anche se non mancano elementi di cautela. Quando il mercato inizia a scontare politiche più morbide negli Stati Uniti, l’EURO tende a beneficiarne, ma l’apprezzamento rapido può diventare un problema per la BCE.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1867, in ribasso dello 0,04% ed in via di consolidamento del rimbalzo del livello annuale 1,1918 al ribasso. Gli orsi cercheranno di chiudere sotto 1,1850 che permetterebbe di aumentare la pressione sull’euro dollaro e raggiungere prima il livello chiave 1,1800 e successivamente il livello annuale 1,1692.
Un ritorno della pressione rialzista verrebbe visto solo a chiusura sopra il livello annuale 1,1918, con il livello psicologico 1,2000 a fungere da primo target di breve termine LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.