Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano in lieve arretramento dopo aver testato senza successo la resistenza a 65 dollari. Il gas rimane invece stabile, ma ancora sotto forte pressione.
Ecco un primo arretramento per il prezzo del petrolio greggio WTI, dopo una settimana di insistenti test della resistenza intermedia a 65 dollari. Lo scenario rimane ancora complessivamente rialzista, ma la spinta osservata nelle precedenti sessioni di scambi pare essersi leggermente smorzata.
Quanto invece al gas naturale, non si arresta la spinta ribassista, che preme le quotazioni sotto i 3,20 dollari e mira a un break-out sotto i 3 dollari tondi.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 62,75 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,137 dollari.
Per scongiurare più ampi ribassi, il prezzo del petrolio greggio WTI dovrà evitare nuovi arretramenti diretti verso il supporto intermedio di 62 dollari al barile. Questo livello rappresenta infatti uno spartiacque tra lo scenario più spiccatamente rialzista e quello più conservativo, da cui potrebbero agevolmente dipanarsi arretramenti anche oltre l’EMA a 50 giorni (adesso posta a 61,10$).
L’effettivo passaggio al contesto ribassista partirebbe invece da un calo ancora più ampio, sotto i 60 dollari tondi. Per il momento, ritengo ancora poco plausibile uno scenario del genere, perché le pressioni geopolitiche rimangono piuttosto insistenti. E per la medesima ragione, non mi stupirebbe un recupero già oggi, in chiusura settimanale, per riconfermare la spinta rialzista almeno sopra i 63,50 dollari al barile.
Il prezzo del gas naturale rimarrà quasi certamente sotto pressione, senza sorprese in questa chiusura settimanale. Anche in caso di una spinta sopra i 3,20 dollari, l’allungo potrebbe non aver lunga vita e nuovi ritracciamenti finirebbero con tutta probabilità a imporsi sul mercato. Ipotizzando comunque la presenza di nuovi stimoli rialzisti nel brevissimo termine, fissiamo a 3,50 dollari, e non oltre, l’obiettivo rialzista di maggior rilievo.
Quanto allo scenario ribassista dominante, un arretramento sotto i supporti intermedi a 3,15 e 3,12 dollari potrebbe agevolare nuovi test del livello tondo e psicologico di 3 dollari. Lo scenario ribassista si imporrebbe definitivamente con una rottura di quest’ultimo target.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.