Il cambio euro dollaro è costretto a un nuovo calo sotto quota 1,17 e potrebbe avvicinarsi a uno snodo tecnico cruciale a 1,1650.
Il cambio euro dollaro torna sotto pressione, risentendo del rafforzamento del dollaro USA in un contesto di rialzo dei prezzi del petrolio. In fasi di tensione geopolitica, infatti, il biglietto verde tende a beneficiare dei flussi verso asset rifugio, sostenuto anche dalle aspettative legate all’impatto inflattivo dell’energia.
Il ritorno sotto quota 1,17 risulta significativo: dopo una fase di indebolimento del dollaro legata alle aspettative di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, il sentiment sembra ora peggiorare. Crescono infatti i timori legati a possibili tensioni nello Stretto di Hormuz, con potenziali ripercussioni sia politiche sia economiche, in particolare per l’Eurozona.
In questo contesto, il cambio euro dollaro si attesta a 1,1688 al momento della scrittura, in calo dopo aver tentato una fase di stabilizzazione in area 1,1720.
Il cambio euro dollaro arretra dunque sotto quota 1,17 e potrebbe ora avvicinarsi all’area di 1,1650, che rappresenta un importante punto di equilibrio per le quotazioni nel breve periodo. Un’eventuale discesa al di sotto di questo livello segnerebbe un deterioramento più marcato del quadro tecnico per il Fiber, aprendo la strada a ulteriori estensioni ribassiste.
Il livello di 1,1650 assume particolare rilevanza dal punto di vista tecnico anche perché coincide con la media mobile semplice a 50 giorni (SMA 50), mentre la media mobile esponenziale a 50 giorni (EMA 50) si colloca poco sopra, in area 1,1670.
La perdita congiunta di questi riferimenti rafforzerebbe il segnale negativo, aumentando la probabilità di un ritorno verso i minimi recenti e livelli inferiori.
Al contrario, per un recupero più solido e strutturato sarebbe necessario un ritorno sopra quota 1,1720, livello che nelle ultime sedute ha agito da area di equilibrio. Da qui, il cambio euro dollaro dovrebbe tentare una fase di stabilizzazione, con possibile estensione verso 1,1750, zona che rappresenta il primo vero ostacolo al ripristino di un quadro tecnico più costruttivo nel breve termine.
Il calendario economico vede come soli protagonisti, quest’oggi, l’aggiornamento sul clima di fiducia dei consumatori negli Stati Uniti e un discorso della Presidente della BCE, Christine Lagarde.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.