Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano intorno alla resistenza intermedia di 98 dollari al barile, con il tentativo chiaro di rompere al rialzo e riportare le quotazioni sulla soglia dei 100 dollari tondi. Il driver rialzista rimane la scarsa fiducia in una fine rapida della guerra tra USA e Iran, che oramai è una guerra per Hormuz. Appare evidente (e a ribadirlo più di recente è stato il Cancelliere tedesco Merz) che gli USA stiano perdendo un conflitto avviata senza una strategia precisa.
Quanto al gas naturale, abbiamo osservato una nuova ripresa causata dalle previsioni per temperature più rigide negli Stati Uniti e da una ripresa delle esportazioni di gas naturale liquefatto. Il rialzo è stato tutt’altro che timido, pari al +6,5% al ommento della scrittura, a quota 2,720 dollari. Ritengo però difficile un superamento del target successivo a 2,750$ nel corso della giornata odierna, per via della pressione di vendita esercitata dalle resistenze superiori.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 97,93 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,719 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI sta tentando di stabilizzarsi poco al di sotto della resistenza principale dei 100 dollari al barile; il superamento di tale soglia sarebbe favorito esclusivamente da una spinta rialzista geopolitica, alimentata da continui rinvii della tregua o dal definitivo fallimento degli accordi di pace. Teheran non sembra avere fretta di porre fine a un conflitto che sta pesando sensibilmente sull’amministrazione USA e che Trump appare intenzionato a chiudere a ogni costo.
Prolungare l’attesa potrebbe consentire all’Iran di ottenere ulteriori concessioni. L’ultima richiesta, in particolare, appare chiara: la cessazione delle ostilità e la riapertura dello stretto di Hormuz in cambio di un rinvio della questione atomica. Nonostante lo scetticismo manifestato dagli Stati Uniti, non si può escludere uno scenario in cui l’Iran ottenga quanto richiesto. In tal caso, l’impatto della riapertura di Hormuz sui prezzi del greggio sarebbe evidente, con una flessione almeno fino all’area dei 92-90 dollari al barile, se non oltre.
Previsioni sul prezzo del gas naturale
Quanto al gas naturale, la ripresa è giunta dopo il test ribassista del target a 2,50 dollari, sui minimi relativi. Il rimbalzo è un insieme di fattori tecnici e fondamentali, con temperature in arrivo più rigide del previsto per gli USA, ed esportazioni di gas naturale liquefatto in crescita.
Tuttavia, ritengo opportuno limitare lo scenario rialzista ai livelli intermedi di 2,750 e successivamente 2,80 dollari, perché la pressione ribassista su quest’ultimo target potrebbe rivelarsi eccessiva.
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