Bitcoin: Goldman Sachs apre al trading

Goldman Sachs si prepara a rivoluzionare il mercato cripto
Lorenzo Cuzzani

Eppur si muove.

Non ha mai avuto un atteggiamento ostracista come altre, ma difficilmente ci si sarebbe aspettati una presa di posizione così netta da parte di Goldman Sachs.

Sì perché da Lower Manhattan sembra siano pronti ad autorizzare il trading sulle criptovalute, in particolare sul Bitcoin.

Un evento di portata davvero incommensurabile, sia a livello di messaggio, sia a livello di opportunità.

Il colosso newyorchese inserisce la propria scelta in un contesto delicato di dibattito circa la natura e la sopravvivenza di una criptovaluta dibattuta da anni ma che non ha mai perso il proprio fascino (rectius la possibilità di generare profitti).

Tale notizia potrebbe costituire una risposta in termini di credibilità di BTC e affini alla tanto annosa questione delle monete virtuali veicolo di riciclaggio. È vero che ogni criptomoneta abbia una propria storia, ma è anche vero che il Bitcoin potrebbe ora davvero affrancarsi da scomode etichette guadagnate nel tempo.

Da non sottovalutare neanche l’attitudine di Coinbase, desiderosa di compiere il grande salto nel mondo dei grandi attraverso l’ottenimento della licenza ufficiale di broker. La Sec vede e provvede. O almeno così si spera.

Quanto detto sopra su Coinbase è utile per comprendere la possibile inversione di rotta all’interno del trading sul BTC e dei possibili strumenti finanziari ivi legati.

La domanda cripto che ne consegue è proprio la contingenza che avrebbe spinto Goldman Sachs a intraprendere la strada del cambiamento, della diversificazione verso le criptovalute.

A tal riguardo giova sottolineare come il primo atto dell’apertura verso il trading tecnofinanziario sia stato l’assunzione di un trader specializzato in valute digitali, Justin Schmidt.

Il 38enne ora posto nel reparto Forex (come volatilità è il desk più simile alle cripto) sarà a capo del trading sulle valute virtuali, sempre che sia gli organi di controllo locali di New York sia la Fed approvino il trading in questione.

Futuro si, ma step by step.

Non sarà infatti possibile effettuare transazioni BTC in via diretta. I clienti potranno operare sul mercato futures dei due indici Chicago Mercantile Exchange e Chicago Board Options Exchange attraverso la garanzia dei fondi di Goldman Sachs.

Questo almeno per il momento.

Da non sottovalutare che la banca d’affari avrebbe intenzione di rivedere la struttura dei futures, attraverso una rimodulazione in termini di flessibilità che porterebbe a istituire il non-deliverable forward contract, più adatto alle esigenze del pubblico.

Da quanto resocontato emerge un quadro interessante, seppur limitatamente al trading degli investitori istituzionali, unici al momento in grado di operare sul trading cripto.

Goldman Sachs vuole porsi come soggetto all’avanguardia in termini di offerta di strumenti finanziari e tale ambizione potrebbe giocare un ruolo nevralgico nella risalita del Bitcoin che vedrebbe i propri volumi sorretti da un solido gruppo bancario che difficilmente si legherebbe a un asset in declino.

Potrebbero essere in molti a seguire l’esempio di Goldman Sachs.

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