Il Bitcoin sbarca a Chicago

Un nuovo vento investe Chicago
Lorenzo Cuzzani
Bitcoin

Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse voci sul BTC.

È bene concentrarsi su fatti concreti, ovvero su quelle contingenze che interessano da vicino la criptovaluta più famosa al mondo.

In primo luogo ha destato sorpresa quanto accaduto a Chicago.

La città del vento da domani (10 dicembre ndr) permetterà di scambiare gratuitamente i futures di Bitcoin nell’importante CBOE (Chicago Board Options Exchange), il più grande mercato di settore negli Stati Uniti d’America.

Da lunedì 11 dicembre i futures BTC arricchiranno il CBOE, mentre dal 18 il trading sugli stessi sarà possibile anche sul Chicago Mercantile Exchange, particolarmente importante per commodity e derivati.

L’interesse per il BTC come oggetto di trading, investimento o valuta alternativa è quello che ha mosso Cboe Global Markets nella decisione di fornire il proprio exchange come piattaforma.

Sul punto si è espresso il n.1 della detta società, Ed Tilly, che ha illustrato la vicenda: “Dato l’interesse senza precedenti in Bitcoin, è vitale fornire ai clienti gli strumenti di trading per aiutarli a esprimere la loro visione e a proteggere la loro esposizione. Siamo impegnati a incoraggiare la liquidità e la correttezza nel mercato di Bitcoin. Per promuoverle, offriamo inizialmente trading gratuito dei future XBT”.

XBT sarà il simbolo dei futures del BTC.

Dietro una siffatta scelta risulta palese il senso di responsabilità da contraltare all’ovvia opportunità economica.

Singolare che un importante exchange come il CBOE abbia deciso di ospitare una criptovaluta tacciata di molti di essere una mina vagante per investitori e affini. Le affermazioni di Tilly segnano il passo della modernità tecnofinanziaria, dimostrando come un atipico strumento di investimento come il BTC possa essere utilizzato in maniera intelligente e responsabile e per questo inserirsi in un circuito rodato che comunque trova nella speculazione la sua ragion d’essere.

Numericamente non può sottovalutarsi proprio quanto diffuso dallo stesso Cboe, secondo cui nell’arco degli ultimi cinque anni il progresso compiuto dalla valuta di Satoshi Nakamoto abbia raggiunto vetta 183 miliardi di dollari di valore, a fronte di un punto di partenza inferiore al miliardo. Questo senza dimenticare il valore giornaliero degli scambi, maggiore di 10 miliardi di dollari.

Se si considera che l’ammontare valoriale totale delle criptovalute si attesta sui 322 miliardi di dollari, allora è possibile avere un’idea dell’importanza della criptomoneta più famosa al mondo nell’alveo del suo mercato di riferimento.

In conclusione, risulta interessante riportare un commento di una vecchia conoscenza del mondo della finanza a stelle e strisce, quel Tyler Winklevoss che insieme al fratello Cameron è stato al centro della querelle Facebook per anni, essendone uno dei coautori.

L’ex atleta, adesso ad della società (Gemini) che fornirà i prezzi di chiusura BTC-USD, ha semplicemente spiegato cosa stia realmente accadendo nella finanza con la tecnofinanza: “lo sviluppo di un mercato regolato di derivati è il prossimo passo logico e cruciale verso un mercato di asset digitali più ampio”.

Una simile affermazione veicola un’idea di avanzamento tecnologico che non può prescindere un lavoro accurato ma doveroso in termini di performance, in una prospettiva di investimento che non può più trascendere la realtà criptovalutaria e quindi il suo figlio e padre: il Bitcoin.

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