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Prezzi Gas Naturale: Eccesso Di Offerta, Luglio Si Chiude Con Un -16.12% Su Base Mensile

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Federico Dalla Bona
Pubblicato: Aug 3, 2026, 12:08 GMT+00:00

Il posizionamento degli operatori speculativi conferma l’orientamento ribassista sul Gas Naturale e a fine luglio si è ulteriormente irrigidito

Prezzi Gas Naturale: Eccesso Di Offerta, Luglio Si Chiude Con Un -16.12% Su Base Mensile

I prezzi del contratto future sul gas naturale, quotato in dollari negli Stati Uniti, hanno concluso luglio con una perdita del -16.12% rispetto al mese precedente. Il ribasso si inserisce in un contesto di medio/lungo periodo che prosegue dallo scorso marzo e vede il mercato oscillare, attraverso ripetuti cambi di direzione anche molto ampi, nel vasto spazio compreso fra 3.494 e 2.495.

L’impostazione dominante a 4-6 settimane è ribassista, delimitata superiormente dalla resistenza di medio periodo aggiornata a 3.110. Lo scenario continua ad essere caratterizzato da una forte instabilità, alimentata anche da notizie di carattere fondamentale in continua evoluzione e dalla consueta sensibilità del gas naturale alle variazioni delle previsioni meteorologiche.

La resistenza di medio periodo è troppo lontana dalle quotazioni attuali per produrre un impatto diretto sull’oscillazione di breve termine. Dobbiamo tuttavia tenere presente che eventuali recuperi in direzione della soglia tecnica dei 3.110 sarebbero da considerare, nel corso delle prossime settimane, come occasioni di ingresso short multiday.

Il supporto di medio periodo, verso il quale il mercato appare tuttora diretto, è posizionato non prima di 2.495, in corrispondenza dei minimi raggiunti lo scorso aprile. Prima di poter puntare direttamente a tale livello, i prezzi dovranno confrontarsi con riferimenti tecnici più vicini, validi per le prossime 5-10 sedute e disposti a 2.875, come resistenza, e 2.592, come supporto.

Eccesso di offerta nel mercato USA

Dal punto di vista fondamentale, il gas americano arriva ad agosto in una condizione di offerta abbondante. Durante l’ultima settimana di luglio il contratto front-month è sceso temporaneamente sotto i 2.700 dollari, penalizzato soprattutto dalla produzione elevata, dalle scorte superiori alla norma stagionale e dal rallentamento dei flussi destinati agli impianti di liquefazione.

Nello stesso periodo i flussi verso i principali terminali statunitensi di esportazione LNG sono scesi intorno a 17.2 miliardi di piedi cubi al giorno, anche a causa della manutenzione programmata presso l’impianto Freeport LNG in Texas. I lavori, avviati in luglio, dovrebbero protrarsi fino alla parte finale di agosto e continuano temporaneamente a sottrarre domanda al mercato interno statunitense.

Il quadro delle scorte conferma l’eccesso di disponibilità. Al 24 luglio il gas lavorabile presente nei depositi statunitensi ammontava a 3084 miliardi di piedi cubi, ossia 185 miliardi in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Il surplus è quindi pari a circa il 6.4%, nonostante l’iniezione settimanale di soli 28 miliardi di piedi cubi sia risultata inferiore alle attese.

Il posizionamento degli operatori speculativi conferma l’orientamento ribassista e nell’ultima settimana di luglio si è ulteriormente irrigidito. Secondo i dati CFTC diffusi il 31 luglio e riferiti alle posizioni del 28 luglio, il saldo netto dei trader non commerciali è sceso da -171.1 mila a -190.8 mila contratti, evidenziando un sensibile ampliamento delle posizioni corte nette.

Scenario per la prima parte della settimana

Lo scenario di breve periodo, relativo alle prime 1-3 sessioni della settimana entrante, è dominato dalla presenza delle resistenze di quota 2.799/2.802 e 2.821/2.826, potenziali punti di ripiegamento in caso di nuovi recuperi.

I prezzi hanno concluso la sessione di venerdì 31/07 con un bilancio giornaliero leggermente negativo, pari al -0.40%, ma recuperando nel finale buona parte delle perdite accumulate durante la giornata e portandosi a poca distanza dalle resistenze di breve periodo. Le probabilità pendono quindi verso un avvio di settimana nuovamente ribassista.

Lo spazio compreso fra le resistenze menzionate ed il supporto intermedio di quota 2.735 costituisce una zona di probabile distribuzione. Al suo interno potrebbero svilupparsi ripetuti cambi di direzione, preparatori alla successiva rottura ribassista.

Consideriamo già attivi primi obiettivi disposti, in sequenza, a 2.703, 2.678/2.681, 2.660 e 2.646. Dopo il raggiungimento di tali livelli sarà necessario attendere nuove indicazioni con i prossimi aggiornamenti, per verificare se sussistano margini sufficienti per un’estensione immediata della debolezza verso i riferimenti inferiori.

Il segnale ribassista già in vigore rimane valido nel breve periodo solo con prezzi stabilmente inferiori a 2.826. In caso di rilevazioni superiori, il mercato si aprirebbe spazio per un recupero fino alle resistenze successive, poste a 2.870 e 2.885. Anche in tale eventualità sarebbe opportuno procedere con un aggiornamento del quadro di breve periodo.

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Sull'Autore

Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.

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