I segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran stanno alleggerendo la pressione sui prezzi energetici, favorendo il rialzo di EURUSD.
Il cross EUR/USD è riuscito ad avviare la settimana con un deciso recupero. Nonostante la chiusura odierna per festività dei mercati americani, i valori hanno lasciato aperto un ampio gap dalla chiusura di venerdì scorso, registrata a 1.1602, e quest’oggi sono riusciti a spingersi al rialzo fino a 1.1652.
Il contesto di fondo nel quale si sta muovendo il cross evidenzia una sorta di spartiacque tecnico passante per la linea di 1.1600. Con riferimento alle prossime 2/4 settimane, è necessario che i prezzi riescano a consolidare sopra tale livello per ampliare lo scenario di recupero.
In particolare, nelle prossime 5/10 giornate le aspettative sono di rottura consolidata della resistenza intermedia situata fra 1.1675/1.1682, a favore di un allungo fino a 1.1740 nel corso del periodo estivo. Tale scenario potrebbe subire un pesante deterioramento in presenza di una chiusura su grafico weekly inferiore a quota 1.1600. Nel corso della settimana conviene monitorare i livelli di breve periodo via via aggiornati, la cui tenuta mantiene attiva la pressione rialzista evitando il rischio di pericolosi test di 1.1600.
I mercati valutari sono concentrati soprattutto sui prossimi dati d’inflazione di Stati Uniti ed Eurozona, attesi tra giovedì e venerdì. Il tema dominante resta quello delle banche centrali: da una parte una BCE sempre più orientata a mantenere una linea restrittiva per contrastare l’inflazione, dall’altra una Federal Reserve che inizia invece a discutere possibili tagli dei tassi. Questo cambiamento sta sostenendo gradualmente l’euro.
I dati chiave arriveranno giovedì 28 maggio dagli Stati Uniti con il PCE, l’indicatore d’inflazione più seguito dalla Fed, e venerdì 29 maggio con l’inflazione preliminare dell’Eurozona. Un’inflazione americana più debole del previsto favorirebbe ulteriormente l’euro, mentre un dato europeo ancora elevato rafforzerebbe le aspettative di nuovi rialzi BCE.
Sul fondo restano però forti elementi di instabilità geopolitica e commerciale: i segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran stanno alleggerendo la pressione sui prezzi energetici, elemento positivo soprattutto per l’economia europea. Nel complesso il quadro resta moderatamente favorevole all’euro, ma con alta volatilità attesa nelle sedute di giovedì e venerdì.
Fino all’intera sessione di martedì 26 maggio segnaliamo la presenza di vicini supporti a quota 1.1630/1.1635 e 1.1612/1.1618. Due resistenze intermedie si trovano a 1.1653 e 1.1662. Consideriamo lo spazio tra supporti e resistenze come zona di consolidamento preparatoria alla rottura rialzista, con un primo obiettivo a 1.1690.
Il segnale long resta attivo anche nel breve periodo solo con prezzi stabilmente superiori a 1.1612. La violazione del livello potrebbe aprire la strada a una discesa fino al supporto di medio termine a 1.1600, imponendo aggiornamenti.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.