L’Argento cerca di risalire e punta a consolidarsi sopra il livello annuale, con i commenti positivi su un accordo di pace in Iran che continuano a sostenere il metallo prezioso.
Il prezzo dell’Argento apre la nuova settimana con un tono moderatamente positivo, pur mostrando segnali di rallentamento dopo il tentativo fallito di superare la resistenza chiave dei 79 $. Durante la sessione europea di lunedì, il metallo prezioso si mantiene infatti vicino ai 77,50 $ l’oncia, conservando una struttura rialzista di breve periodo ma senza la forza necessaria per accelerare ulteriormente al rialzo.
Il contesto di mercato resta influenzato principalmente dagli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, con gli investitori che continuano infatti a monitorare con attenzione i colloqui tra Stati Uniti e Iran, che nelle ultime ore hanno generato aspettative contrastanti. Da una parte, le speranze di un possibile accordo di pace sostengono il sentiment globale e riducono la domanda di beni rifugio tradizionali. Dall’altra, l’assenza di una vera svolta diplomatica mantiene elevata la prudenza degli operatori.
Nel fine settimana il presidente statunitense Donald Trump ha inviato segnali piuttosto ambigui ai mercati. Sabato aveva dichiarato che un’intesa con Teheran sembrava ormai vicina, alimentando un miglioramento del clima di fiducia sui mercati finanziari. Tuttavia, già domenica il tono è cambiato sensibilmente, con Trump che ha confermato il mantenimento del blocco navale nello Stretto di Hormuz fino alla firma definitiva di un accordo ufficiale. Inoltre, il presidente americano avrebbe chiesto ai negoziatori di “non affrettare i tempi”, lasciando intendere che le distanze tra le parti siano ancora significative.
Questo mix di ottimismo e cautela ha contribuito a mantenere il dollaro statunitense relativamente debole, elemento che continua a fornire un certo sostegno all’Argento e agli altri metalli preziosi.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 77,702 $, in rialzo del 2,89% ed in pieno lavoro di consolidamento della posizione sopra il livello annuale dei 76,787 $, con i tori che probabilmente punteranno a raggiungere prima il livello psicologico degli 80 $ e successivamente il livello annuale degli 84,03 $.
Viceversa, un ritorno della pressione ribassista verrebbe visto probabilmente solo a seguito di una decisa chiusura sotto il livello chiave dei 74 $, con il livello annuale dei 70,881 $ che rappresenta il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.