Dal 26 giugno scorso NVIDIA sta effettuando un test della trendline ascendente che congiunge i minimi di aprile 2025 con quelli di marzo 2026
Il titolo NVIDIA ha risentito nelle ultime settimane delle vendite che hanno colpito il settore dei semiconduttori negli Stati Uniti, contribuendo a rallentare l’andamento del Nasdaq. Si tratta tuttavia di un movimento che, almeno per il momento, appare più legato a prese di beneficio di breve periodo che a un cambiamento delle prospettive di fondo.
Sul fronte economico, il mercato ha accolto positivamente i dati sul lavoro pubblicati negli Stati Uniti. A giugno sono stati creati molti meno posti di lavoro del previsto, un segnale che potrebbe ridurre la necessità per la Federal Reserve di aumentare ulteriormente i tassi d’interesse nei prossimi mesi.
Questo aspetto è particolarmente importante per società come Nvidia, il cui valore è strettamente legato alle aspettative di crescita futura. In generale, quando i tassi salgono meno del previsto, i titoli tecnologici tendono a beneficiarne. Per questo motivo il recente arretramento del titolo non modifica il quadro favorevole di lungo periodo, sostenuto dalla forte domanda di soluzioni legate all’intelligenza artificiale.
La scorsa settimana si è conclusa per il titolo con un leggero recupero dell’1,19% rispetto alla chiusura del venerdì precedente, ma non si sono ancora formate indicazioni di ripresa imminente del rialzo. Consideriamo quindi tuttora attiva la fase correttiva in sviluppo dai massimi raggiunti a maggio a quota 236,54.
Il grafico a candele settimanali evidenzia in particolare la presenza di un’area di resistenza compresa tra 215,50/217,00, che costituisce la soglia fondamentale da oltrepassare per poter considerare con elevata probabilità ripristinata la tendenza rialzista dominante. Un superamento di quest’area aprirebbe la strada a un allungo verso nuovi massimi, con obiettivi a 239,00/240,00.
Per il momento conviene tuttavia focalizzare l’attenzione sui riferimenti di breve periodo, che mantengono attiva la correzione già in atto.
Sul grafico a barre da 30 minuti possiamo individuare, con riferimento alle prossime 3-5 giornate, resistenze a 203,90/205,50 e 207,00/208,00, livelli che dovrebbero essere sufficienti a contenere eventuali recuperi.
Va inoltre rilevato che già dal 26 giugno scorso il titolo sta effettuando un test della trendline ascendente che congiunge i minimi di aprile 2025 con quelli di marzo di quest’anno. Si tratta tecnicamente di una zona di potenziale reazione, subordinata alla tenuta del supporto di breve periodo situato a 189,50/191,00.
L’area compresa tra il supporto e le resistenze indicate costituisce una zona di provvisoria stabilizzazione che dovrebbe tuttavia cedere il passo a un ultimo colpo di coda ribassista in direzione dei supporti più importanti per il mese di luglio, situati a 182,50/183,50 e 176,50/178,00.
Tecnicamente, almeno per il momento, non sono presenti indicazioni di ingresso long. Esse potranno emergere nel corso delle prossime 2-4 settimane soltanto dopo il raggiungimento almeno dell’area 182,50/183,50 oppure, come indicato in precedenza, dopo la violazione della principale resistenza di medio termine, situata a quota 217,00.
Una revisione dello scenario descritto si renderebbe necessaria solo in caso di cedimento di quota 176,50, confermato da almeno una chiusura daily inferiore a tale livello. Possiamo anticipare che, in tale eventualità, il successivo livello di verifica si collocherebbe non prima di quota 165,00, ma sarebbe comunque necessario aggiornare l’intero quadro tecnico di fondo.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.