Gli Indici di Wall Street continuano a mostrare un quadro tecnico complessivamente costruttivo, seppur con dinamiche differenti tra i principali indici statunitensi.
Tra gli Indici Wall Street, il Dow Jones continua a distinguersi come quello tecnicamente più forte, mostrando infatti una struttura rialzista ordinata e ben sostenuta, senza mostrare segnali di eccessiva accelerazione tipici delle fasi speculative. La seduta di giovedì ha confermato questa impostazione positiva, con il Dow Jones che ha reagito con decisione in prossimità del livello annuale dei 51.783,78 punti, trovando nuovi acquisti e chiudendo poco sotto il livello psicologico dei 53.000 punti. Tale movimento rafforza la fiducia degli operatori e mantiene aperta la possibilità di un’estensione verso il principale obiettivo LONG rappresentato dal livello annuale dei 53.575,94 punti.
Viceversa, un primo input ribassista verrebbe visto solo a seguito di una decisa chiusura sotto il livello annuale dei 51.783,78 punti, con gli orsi che cercheranno di spingere l’indice prima verso il livello chiave dei 51.000 punti e successivamente il livello annuale dei 50.482,62 punti.
Il Nasdaq continua a mostrare un comportamento decisamente più prudente rispetto agli altri Indici di Wall Street. Dopo il forte recupero registrato nei mesi precedenti, l’indice tecnologico sta attraversando una fase di consolidamento che riflette l’equilibrio tra compratori e venditori. Attualmente l’indice oscilla al di sotto del livello annuale dei 29.864,54 punti, e finché il Nasdaq rimarrà confinato al di sotto di tale livello, la pressione ribassista rimarrà leggermente dominante rendendo difficile individuare una nuova chiara direzione dominante.
Anche gli indicatori tecnici confermano questa situazione di equilibrio, con il MACD che continua infatti a gravitare intorno alla linea dello zero, segnalando l’assenza di un momentum particolarmente marcato. Allo stesso tempo, l’RSI oscilla poco sopra quota 50, indicando un sostanziale equilibrio tra pressione d’acquisto e pressione di vendita. Dal punto di vista operativo, il primo livello da monitorare resta il livello annuale dei 29.864,54 punti, che rappresenta la principale barriera di breve termine. Una chiusura stabile sopra questo livello potrebbe favorire un ritorno dei tori con obiettivo iniziale in zona 30.750 punti, livello che coincide con il massimo storico. Al contrario, una rottura del livello annuale dei 28.457,12 punti aumenterebbe il rischio di una correzione più ampia, aprendo spazio a un raggiungimento del livello annuale dei 27.435,29 punti.
Tra gli Indici di Wall Street, l’S&P 500 rimane probabilmente quello più interessante dal punto di vista grafico. L’indice continua, infatti, a svilupparsi all’interno di un triangolo simmetrico, figura tecnica che spesso anticipa movimenti direzionali di elevata intensità. Dopo aver trovato intorno al livello annuale dei 7.443,90 punti, l’indice potrebbe consolidarsi intorno a questo livello per tentare di riprendere il movimento LONG, con la prima resistenza significativa he rimane situata nell’area dei 7.600 punti. Una chiusura convincente oltre questo livello aprirebbe la strada verso il livello annuale dei 7.752,07 punti, formando nuovi massimi storici.
Sul fronte opposto, una chiusura sotto i 7.350 punti rappresenterebbe il giusto input per iniziare una correzione ribassista, con il livello annuale dei 7.220,16 punti a rappresentare il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.