Il petrolio greggio WTI si sposta a ridosso degli 80 dollari e potrebbe tentare di infrangere questa soglia di resistenza già nel brevissimo termine.
Il prezzo del petrolio greggio WTI scambia in pieno territorio rialzista e, nel complesso, sta riuscendo a mantenere lo slancio a ridosso del livello intermedio di 80 dollari al barile. Un superamento di questo target rappresenterebbe il secondo e più rilevante step dell’attuale uptrend.
Anche il gas naturale si è mantenuto stabile, ma in questo caso al ribasso: il supporto a 2,90 dollari ha ceduto e il prezzo sta continuando a muoversi intorno a questa soglia, dopo aver testato nuovi minimi relativi a 2,850 dollari.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 79,82 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,924 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI scambia a ridosso della resistenza chiave degli 80 dollari al barile. Nel breve termine, il mercato potrebbe consolidare subito al di sotto di questa soglia psicologica o, in caso di superamento, allungare verso il successivo target tecnico individuabile in area 82 oppure 82,50 dollari.
Un eventuale breakout rialzista sopra gli 80 dollari consoliderebbe la struttura positiva di breve periodo, sebbene lo spazio per un rally prolungato potrebbe essere limitato. Nonostante le recenti escalation militari e i raid aerei tra Stati Uniti e Iran, lo scenario di fondo mantiene aperta la possibilità di un ritorno ai canali diplomatici o di una tregua.
Un allentamento delle tensioni geopolitiche (o un cessate il fuoco immediato) favorirebbe una rapida correzione dei prezzi: in tal caso, il WTI potrebbe ripiegare inizialmente verso l’area dei 75 dollari, mentre la fascia di supporto strutturale compresa tra i 73,50 e i 72 dollari (precedente area di resistenza intermedia) dovrebbe dimostrarsi solida e arginare eventuali spinte ribassiste più profonde.
Il quadro sul gas naturale si conferma marcatamente ribassista. Il trend negativo ha preso decisamente quota dopo il cedimento della soglia psicologica dei 3 dollari, un breakdown che ha aperto le porte a nuove vendite.
Al momento, il prezzo sta mettendo nel mirino il supporto successivo a 2,85 dollari, sotto il quale la struttura grafica rischierebbe un ulteriore deterioramento verso minimi ancor più profondi.
A pesare sono livelli di stoccaggio piuttosto elevati e una produzione statunitense ancora su livelli recoed.
Lo scenario rialzista è subordinato a una prima fase di stabilizzazione con un ritorno graduale sopra i 3 dollari. Una volta consolidata tale quota, il mercato potrebbe guardare al target successivo individuato a 3,20 dollari. Ritengo però che questo obiettivo, almeno per il brevissimo termine, rimanga ancora decisamente ambizioso.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.