Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano adesso sopra i 70 dollari tondi, mentre il gas naturale si riposiziona al centro della fascia laterale.
Il prezzo del petrolio greggio WTI sta cercando di frenare gli arretramenti e di riconquistare il supporto a 70 dollari, da cui potrebbe tentare una minima ripresa in un contesto ancora debole dopo i colloqui tra USA e Iran.
Quanto al gas naturale, il prezzo è rientrato nella fascia laterale e la view di breve e medio termine rimane stabile.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il prezzo del petrolio greggio WTI segna 70,02 dollari al barile e il gas naturale si sposta sui 3,170 dollari.
Il petrolio greggio WTI continua a muoversi attorno al livello chiave dei 70 dollari al barile, che rappresenta lo spartiacque tecnico tra la fase di arretramento controllato e l’avvio di un vero break‑out ribassista.
Se le quotazioni rimarranno sotto tale soglia, il mercato manterrà un’impostazione fragile, con la possibilità di nuovi affondi verso i minimi relativi in area 69 dollari. Una violazione decisa di questo supporto aprirebbe spazio a ulteriori discese verso i livelli posti tra i 68 e 65,50 dollari al barile. Ritengo tuttavia poco plausibile, allo stato attuale, un break‑out ribassista che spinga il WTI ben al di sotto di 65,50 dollari, considerando i danni del conflitto tra USA e Iran sull’intero comparto petrolifero mediorientale.
Quanto alle possibilità di recupero, una ripresa delle ostilità o nuove minacce allo stretto di Hormuz potrebbero fornire al WTI una spinta rialzista significativa. In termini tecnici, la resistenza più rilevante si collocherebbe a 75 dollari.
Il mercato ha però assimilato ormai lo scenario ribassista e di maggiore distensione, risultando poco incline a reazioni impulsive al rialzo in assenza di stimoli bullish chiari e duraturi.
Il gas naturale è tornato a muoversi all’interno della fascia laterale compresa tra 3 e 3,20 dollari, riportando il mercato in una condizione di stabilità dopo i recenti tentativi di allungo. La struttura tecnica rimane neutrale: il supporto principale si conferma in area 3 dollari, mentre la prima resistenza significativa si colloca nuovamente a 3,20 dollari, livello che nelle ultime sedute ha frenato ogni tentativo di ripresa più ampia.
Finché il prezzo resterà in questo corridoio, lo scenario di breve termine rimarrà improntato alla lateralità, con la possibilità di oscillazioni contenute ma senza segnali direzionali convincenti. La resistenza a 3,335 dollari risulta ancora come il punto in cui si concentra la più elevata pressione ribassista.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.