USD84.9790
Il petrolio WTI torna a testare la resistenza degli 85 dollari dopo il massimo a 84,95, mentre il gas naturale si stabilizza in area 2,70 dollari e prova a rientrare nel range laterale. Le tensioni in Iran continuano a sostenere il greggio, con possibili estensioni verso 88–90 dollari, mentre per il gas il vero spartiacque resta la soglia dei 2,80 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano in ripresa ma ancora sotto il target di 85 dollari che è stato testato ieri, senza però successo. L’andamento tecnico di questa commodity rimane fortemente legato al contesto mediorientale, ora che è scaduto il memorandum d’intesa su Hormuz con un nulla di fatto sul fronte negoziale.
Riprende leggermente quota, invece, il gas naturale, adesso verso il recupero del target di 2,70 dollari.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 84,27 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,694 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a muoversi in una struttura che privilegia gli impulsi rialzisti, e il test della soglia a 85 dollari al barile rappresenta il vero fulcro tecnico della fase attuale.
Il livello è stato già avvicinato ieri, con un massimo a 84,95 dollari, prima che un fisiologico ritracciamento allontanasse temporaneamente le quotazioni. La dinamica, però, non ha intaccato la solidità del trend, che rimane orientato a ritentare la rottura di 85 dollari, soprattutto in presenza di un contesto geopolitico ancora teso.
Una ripresa delle ostilità in Iran potrebbe infatti fungere da catalizzatore per un nuovo rally, riattivando la pressione rialzista e spingendo il WTI verso le successive soglie tecniche a 88 e 90 dollari al barile.
Quest’ultimo livello, che rappresenta il target rialzista principale, non viene più toccato dal 24 luglio 2026, e il suo recupero sancirebbe un cambio di passo nell’uptrend in corso.
Se invece la resistenza a 85 dollari dovesse continuare a respingere i tentativi di break‑out, il petrolio potrebbe entrare in una fase di stabilizzazione attorno ai livelli attuali, senza però mostrare segnali di debolezza profonda. La soglia degli 80 dollari al barile appare ormai un pavimento tecnico estremamente solido.
Il gas naturale si mantiene in area 2,70 dollari, mostrando una lieve ripresa rispetto ai minimi recenti ma all’interno di una struttura ancora ribassista. Una stabilizzazione convincente sopra questo livello permetterebbe al mercato di rientrare nel corridoio laterale compreso tra i 2,70 e i 2,78 dollari.
La resistenza a 2,80 dollari rimane il vero spartiacque: ogni tentativo di superarla è stato respinto, segno che il sentiment non ha ancora recuperato sufficiente forza. Una rottura pulita di questo livello riporterebbe però il gas in territorio moderatamente rialzista, riaprendo la strada verso i successivi step tecnici a 2,82, 2,85 e 2,88 dollari.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.