Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano in forte rialzo e si avvicina ai 95 dollari al barile quest'oggi, mentre il gas rimane del tutto piatto.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha messo a segno un nuovo rialzo nella scorsa sessione, spingendosi fin sopra la resistenza intermedia dei 90 dollari al barile. Il movimento è stato alimentato dal riemergere di dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo e, più in generale, sulla tenuta della tregua, dopo che l’Iran ha comunicato il sequestro di due navi in transito nello Stretto di Hormuz.
Rimane invece del tutto stabile il gas naturale, ancora appena sopra quota 2,70 dollari ma piuttosto distante dal principale obiettivo rialzista in area 2,80 dollari.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 94,66 dollari al barile e il gas naturale 2,721 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha superato la soglia psicologica dei 90 dollari tondi, un livello che potrebbe favorire nuovi allunghi qualora i timori di una riapertura del conflitto dovessero trovare ulteriore fondamento. Per ora è bastato un lieve ritorno di scetticismo a riattivare la pressione rialzista, che potrebbe individuare nella soglia dei 95 dollari un primo obiettivo intermedio di rilievo.
Oltre questo target, un ulteriore livello significativo si colloca a 97,17 dollari, in corrispondenza della media mobile semplice a 20 giorni.
Lo scenario ribassista tornerebbe invece a imporsi sotto quota 90 dollari, qualora da Trump arrivassero nuove rassicurazioni su un agevole raggiungimento dell’accordo di pace; rassicurazioni che, fino ad ora, sono state beffardamente smentite dai negoziatori iraniani.
Per quanto riguarda il gas naturale, lo scenario rimane pressoché invariato rispetto alla precedente sessione: le quotazioni continuano a muoversi in modo stabile appena sopra i 2,70 dollari, senza fornire segnali direzionali particolarmente significativi. La struttura tecnica resta quindi immutata, con l’area di 2,80 dollari che continua a rappresentare il principale obiettivo rialzista, ancora non testato nei recenti tentativi di recupero.
In questa fase, più che nuovi spunti, il mercato sembra richiedere una semplice conferma: una stabilizzazione sull’attuale fascia di prezzo e un ritorno sopra i massimi della scorsa settimana offrirebbero una base più solida da cui tentare un’accelerazione. Il baricentro tecnico di breve periodo rimane invece ancorato al supporto di 2,65 dollari, vero spartiacque tra la prosecuzione del consolidamento e un ritorno di pressione ribassista.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.